Un risultato straordinario: oltre 250mila Euro, raccolti in un mese, grazie alla campagna per il sostegno allo studio di almeno 10 giovani palestinesi provenienti da Gaza e Cisgiordania. Nonostante i tempi duri per i bilanci delle famiglie, hanno risposto alla chiamata solidale tanti soci e clienti toscani che hanno donato con generosità punti o euro: quanto raccolto alle casse è stato poi raddoppiato dalla Fondazione Il Cuore si scioglie. Alla raccolta fondi hanno contribuito anche le sezioni soci che, in collaborazione con tanti dipendenti dei punti vendita, hanno organizzato eventi e cene. Un importante contributo è arrivato anche dai dipendenti dei punti vendita e delle sedi, con la donazione di ferie e permessi.
La campagna, lanciata lo scorso 13 dicembre e chiusa il 13 gennaio, è stata promossa insieme all’Università di Firenze che è al lavoro per individuare gli studenti destinatari delle borse di studio triennali, come spiega Alessandra Petrucci, rettrice dell’Università di Firenze: «L’iniziativa permetterà a un gruppo di studenti e ricercatori palestinesi di proseguire il proprio percorso di studio e ricerca, ricostruendo un progetto di vita interrotto. Progetti come questo permettono di costruire ponti e avvicinare le culture: un impegno che vogliamo portare avanti per garantire accesso allo studio, continuità formativa e sostegno concreto alla ricerca anche nei contesti di maggiore fragilità». L’iniziativa vede anche la collaborazione della Comunità Islamica di Firenze e Toscana, del Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira e della Fondazione Giovanni Paolo II: grazie a questa ampia rete di partner, le borse di studio garantiranno anche vitto, alloggio, corsi di lingua, supporto psicologico, copertura sanitaria, attività di tutoraggio e abbonamento ai trasporti locali.
La storia di Ahmed
Fra i tanti giovani destinatari della raccolta fondi, c’è anche lui: si chiama Ahmed Abu Shamala, ha 24 anni, vive a Gaza, Palestina, ed ha un sogno: diventare un medico. Lo sogna da quando era un bambino, non come carriera, ma come un modo per salvare vite e servire le persone che hanno bisogno. «Oggi sono uno studente di medicina – racconta Ahmed – ma continuare a studiare a Gaza è diventato una lotta quotidiana. Il conflitto in corso ha reso o studio, la sicurezza, e la stabilità di base molto difficile». Molte volte ha dovuto studiare in mezzo alla pura e alla disperazione, ma non ha mai smesso di credere nel suo sogno. «Credo che l’istruzione sia più forte della guerra. La speranza è più forte della distruzione», commenta. Per questo spera di poter continuare i suoi studi di medicina, e continuare ad aiutare la sua comunità a Gaza.
Continua intanto la solidarietà per Gaza e la Cisgiordania: la nave con gli aiuti umanitari per la Palestina è partita domenica 25 gennaio pomeriggio dal porto di Genova. Nelle prossime settimane il carico con 20 tonnellate di prodotti arriverà al porto di Ashdod, dove sarà preso in consegna dai Francescani della Custodia di Terra Santa e successivamente gli aiuti saranno distribuiti alla popolazione di Gaza e della Cisgiordania. L’iniziativa è stata organizzata lo scorso 13 dicembre dalla Federazione Misericordie della Toscana, Unicoop Firenze e Fondazione il Cuore si scioglie, con il supporto di tantissime persone che hanno collaborato alla giornata di raccolta alimentare.
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