Ci sono lavori che si scelgono per necessità e altri che sembrano scegliere noi.
Per Monica, la Cooperativa non è mai stato un semplice impiego, ma il luogo in cui desiderava essere fin dal primo giorno.
Con determinazione, sacrificio e una volontà di ferro ha inseguito quell’obiettivo fino a trasformarlo nella propria quotidianità.
Il segreto della sua passione e professionalità, forse, risiede in questo: non aver mai avuto la sensazione di “andare a lavorare”, perché in ogni giornata era esattamente dove aveva sempre voluto essere!
Gli anni in Cooperativa
Sono passati velocemente, perché questo lavoro mi è piaciuto sempre tanto!
La frase che ho detto nel momento dei festeggiamenti per la mia pensione, in negozio, è: “Mi ritengo fortunata e auguro a tutti di fare un lavoro che possa piacere, come è successo a me.
Se fai un lavoro che ti piace, in una azienda cooperativa, come questa, tanto di cappello! Non mi sono mai alzata una mattina con fatica”.
Posso solo dire: “Grazie, Cooperativa, io sono stata benissimo!”
Ho sempre cercato di dare il massimo e, nei momenti più difficili della mia vita, la Cooperativa mi è sempre stata vicina, sostenendomi e aiutandomi concretamente.

Come sei arrivata in Cooperativa?
Lavoravo in modo autonomo: nella mia famiglia, da generazioni, avevamo sempre avuto attività commerciali.
Mia mamma aveva un negozio di abbigliamento e io, con mia sorella, uno di generi alimentari. Con il tempo la situazione è cambiata: io e mia sorella abbiamo rilevato l’attività di nostra madre, a scapito della nostra, fino ad arrivare successivamente anche alla chiusura di quella.
Iniziai così a collaborare con un’agenzia che si occupava di promozioni e, proprio in una di quelle occasioni, mi trovai a lavorare nel negozio di Ponsacco.
Sono sempre stata molto determinata ed entrare a lavorare in Cooperativa: era il mio obiettivo.
Fu così che un sabato, avendo finito in anticipo il mio turno e venduto tutti i “tortellini”, decisi di chiedere al Direttore quale fosse la procedura per poter lavorare in Cooperativa.
In quel periodo stava per aprire l’Ipermercato di Cascina e sembrava che non ci fossero possibilità di inserimento.
Non mi arresi e, grazie a una serie di vicissitudini e fortunate coincidenze, riuscii a entrare in Cooperativa.
La cosa più bella fu che accadde in pochissimo tempo e proprio nel negozio di Ponsacco.
Una settimana dopo iniziai a lavorare in Gastronomia e, in poco tempo, grazie all’esperienza maturata in precedenza e alla mia voglia di fare, intrapresi il percorso che mi portò a diventare Caporeparto.
Essere Caporeparto
Ho sempre sentito questo ruolo come profondamente mio. Ancora oggi mi capita di ripensare a tutti i negozi in cui ho lavorato, sia come Caporeparto della Gastronomia, sia come Caporeparto del Box Informazioni. Ogni volta che arrivavo in un nuovo negozio, bastava
una settimana perché iniziassi già a sentirmi a casa. La cosa che mi fa più piacere è sapere che le persone mi hanno sempre riconosciuta per il rapporto che sapevo costruire con loro e per l’esempio che cercavo di dare: credo che sia proprio questo l’aspetto più importante.
Quando qualcuno aveva bisogno, io c’ero sempre!
Il saluto
Una festa incredibile! Sono rimasta senza fiato.
Ero nella sala ristoro del Superstore di Pontedera e stavo sistemando le cose che avevo acquistato per il buffet, quando una collega è venuta a chiamarmi.
Avevo già partecipato ai saluti di altri colleghi e, di solito, si svolgevano al Box.
Per questo mi aspettavo che anche per me sarebbe andata allo stesso modo. Quando sono arrivata in negozio insieme a Stefania Cecchi, Caporeparto della Forneria, mi sono voltata verso le casse e ho visto tutti i colleghi fermi in fila ad aspettarmi, con un nastro in mano.

È stato tutto incredibile, se ci penso mi vengono le lacrime.
Ho attraversato quel “corridoio” di colleghi e clienti che mi sorridevano e, come sorpresa finale, ho trovato anche i miei familiari: i miei figli e i miei nipotini.
Mi sono emozionata proprio tantissimo!
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