Nei mesi scorsi vi avevamo raccontato del progetto, iniziato a maggio del 2017, per risolvere il problema delle casse in polistirolo del Reparto Pescheria. Allora il 60% in volume del totale dei rifiuti indifferenziati di Unicoop Firenze era rappresentato dagli 810.000 imballaggi in polistirolo di tale Reparto.
La soluzione trovata, insieme alla Cooperativa CPR System, furono delle cassette azzurre di materiale plastico lavabili e riutilizzabili a circuito chiuso. Nel corso del tempo la maggior parte dei nostri fornitori nazionali ha iniziato a utilizzare queste cassette (nel 2018 siamo arrivati a utilizzare oltre 240.000 casse in plastica, che rappresentano circa il 30% del totale) ed entro la fine del 2019 la totalità dei fornitori nazionali userà questo tipo imballaggio. Grazie all’implementazione totale di questa metodologia verranno eliminate in totale 300.000 casse di polistirolo, pari a circa 64 tonnellate in meno all’anno di rifiuti immessi nell’ambiente.

Oltre alle tonnellate di polistirolo risparmiate, è importante ribadire quanto sottolineato da Carlo Calusi, Business Manager Carni e Pescheria, nel precedente articolo, ovvero che nel corso di questi mesi non è stata ricevuta nessuna lamentela per quanto riguarda la qualità del pesce e di come una criticità di tenuta si sia trasformata in un miglioramento. Grazie a queste cassette infatti al pesce viene assicurata una perfetta copertura di ghiaccio, salvaguardando così la qualità e la sicurezza del prodotto.

La portata di questo nostro progetto è arrivata fino all’università Bocconi di Milano, dove il nostro lavoro con le vaschette viene spesso citato e preso ad esempio nei corsi di Green Economy. Altre realtà poi hanno iniziato a seguire la nostra strada e ad imitare il nostro operato.
Dopo aver ridotto una parte del polistirolo con l’utilizzo di queste vaschette, rimaneva il problema del restante numero di cassette utilizzate dai fornitori esteri. Qualche mese fa Nicola Fredducci, Assistente Energia e Risorse Ambientali, ci aveva anticipato che era in corso un test nell’area pisana e che i punti vendita coinvolti non stavano conferendo neanche una cassetta in discarica. Addirittura era stato dimezzato l’impatto generale in discarica o in termovalorizzatore di un nostro superstore.

Questo progetto ha avuto successo ed oggi possiamo affermare che il rimanente 60% delle casse di polistirolo utilizzate nei reparti pescheria avrà una seconda vita. Una volta pulite infatti le casse vengono inviate in un impianto esterno che compatta il polistirolo, riducendo così i volumi e i connessi costi di spedizione. Il polistirolo compattato viene poi trasformato in perline di plastica, che vengono riutilizzate per la creazione di nuovi oggetti, come ad esempio cestini della spesa simili a quelli del supermercato.
Grazie a questi due progetti di riutilizzo e riciclo, 810.000 cassette di polistirolo, per un peso complessivo di circa 180 tonnellate, non finiranno più nei rifiuti indifferenziati.

Questo obiettivo zero polistirolo è stato frutto di un percorso durato più anni che ha richiesto numerosi test, un confronto con i fornitori e il cambio di alcune operazioni da parte dei lavoratori del Reparto Pescheria. È proprio per questi motivi e per il tanto lavoro svolto che possiamo affermare con fierezza che il nostro pesce ha davvero un qualcosa in più!
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