Il nostro collega Marzio va in pensione.
In un lunedì mattina di fine settembre, entrando nel negozio di Campi Bisenzio si respira un’aria di sana frenesia: ci sono i colleghi intenti a esercitare ognuno i propri compiti e i Soci e clienti che si apprestano a fare la spesa quotidiana.
La responsabile del Box Informazioni ci accoglie subito con il sorriso e aggiunge: ”Ciao, siete qui per intervistare Marzio? Sta arrivando!” Quando Marzio è arrivato, però, sono stati i saluti affettuosi dei suoi, ormai, ex colleghi, a presentarlo.
Com’è iniziata la tua avventura in Cooperativa?
Sono entrato a lavorare, il 9 aprile del 1981 a Sesto Fiorentino, in centro, il negozio che veniva chiamato “l’accademia”; infatti molti colleghi che ci sono passati, dopo sono diventati dirigenti.
Quando arrivai il Direttore era Gianfranco Burresi e, in quel negozio, ho passato un bellissimo a memorabile anno, come sostituzione di maternità.
Terminato il periodo, venni chiamato per una buona notizia, mi dissero che ero bravo ma dovevo trasferirmi al negozio dell’Isolotto, ma io mi misi a piangere!
Avevo 17 anni, ero diventato “il bambino” del negozio di Sesto, tutti mi voleranno bene e non sarei mai voluto andare via.
La mia strada è continuata e sono arrivato al punto di vendita dell’Isolotto, dove ho trovato un altro “grande” Direttore, che purtroppo ci ha lasciati, Roberto Nidiaci!
Per farla breve mi sono formato tra battute dei colleghi, professionalità trasmessa dai responsabili e tanta stima dimostrata, mi hanno voluto veramente bene tutti!
Cosa ti ricordi in particolare?
All’Isolotto mi ero fatto le ossa: sono sempre stato una persona che sa stare con gli altri, mi piace creare positività!
Ero stato due anni e mezzo in tutti i reparti e la fine del mio percorso è coincisa con l’apertura di Campi Bisenzio. Marino Landi mi ha comunicato il trasferimento dicendomi che serviva, nel nuovo negozio, una persona come me.
Di nuovo sono stato assalito dallo sconforto, nonostante il fatto che per arrivare, dalla mia abitazione a Campi impiegavo 5 minuti a piedi, mentre per andare all’isolotto dovevo prendere 3 autobus.
Io sarei rimasto in quel negozio, proprio in quello in cui avevo pianto per non andare!
Ci stavo benissimo, mi dava una grandissima soddisfazione e ci trovavo tutto: lavoro e amicizia, che continuava con mille “bischerate” tra ragazzi terminato il turno!
Nel negozio di Campi ho avuto la fortuna di poter scegliere il reparto Ortofrutta.
Da lì non mi sono mai mosso, fino a pochi anni fa, a seguito di un brutto incidente che mi ha costretto a cambiare funzione.
Vuoi dire qualcosa ai colleghi?
La mia forza è sempre stata quella di imparare, ogni giorno, e di fare il meglio possibile sia per la Cooperativa, che riconosce il mio lavoro, sia per me stesso, per la mia soddisfazione. Quando mi è stato affidato il settore della profumeria, ero titubante, ma dopo poco tempo, mi ci sono trovato bene. Sono minuzioso, mi piaceva che tutti i cartellini fossero allineati, capire le loro caratteristiche per poter essere di supporto ai clienti nella scelta.
Sono stato felice quando mi sono sentito dire: “Vengono a fare le foto allo scaffale”. Nel corso della vita lavorativa può capitare di fare un lavoro che credi che non ti piaccia; vorrei dire, a tutti i miei ormai ex colleghi, che sicuramente “un qualcosa” di piacevole lo si può ugualmente trovare.
È fondamentale la positività. Perché devo venire a lavorare con il muso lungo? Non ha senso sprecare così una giornata. Devo trovare uno spunto sul lavoro che mi dia soddisfazione e, quando lo trovo, allora tutto torna.
I clienti sono di tanti tipi, ma la maggioranza ti dà enormi soddisfazioni; finire il banco della frutta, vedere entrare i Soci in negozio e sentir dire: “Accidenti che bello!” mi rendeva una persona soddisfatta!
Come saluti la Cooperativa?
Voglio ricordare alcuni dei colleghi che hanno segnato la mia crescita e sviluppo professionale.
Marco Tagliafraschi, un Caporeparto di Sesto che purtroppo non c’è più, i molti direttori, oltre a quelli già ricordati: Carlo Calusi, Ernesto Rogai, Roberto Mancini, Giacomo Papini, Ilaria Fastelli, Alessandro Piccirillo e il mio “ultimo” Caporeparto Alessandro Ciabatti.
Tutti i colleghi che ho incrociato mi hanno lasciato qualcosa: disponibilità, competenza, il sapere trasmettere un mestiere con il cuore.
Un ricordo particolare va a Patrizia Virgili, dalla quale ho imparato tantissimo grazie alla sua grande professionalità, e Fabio Pelagotti che mi ha insegnato a saper riflettere.
Concludo dicendo che se ho fatto un lavoro, che ritengo, “il più bello del mondo” lo devo ai vecchi presidenti Golfredo Biancalani e Turiddo Campaini e ai nuovi Michele Palatresi e Daniela Mori, che danno sempre più importanza e valore alla nostra Cooperativa.
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