lunedì , Gennaio 12 2026

Un panificio in Africa

Il popolo del Benin avrà presto un panificio pizzeria

Dopo il successo dei tre panifici realizzati in Burkina Faso negli scorsi anni, è stata completata la realizzazione del nuovo panificio a Lokossa, in Benin, città che versa in situazioni di estrema povertà.

Grazie alla forte sinergia tra Unicoop Firenze, la Fondazione Il Cuore si scioglie e il Movimento Shalom, questo modello di autosostentamento funziona. Ne parliamo con Irene Mangani, Vicepresidente della Fondazione Il Cuore si scioglie.

L’obiettivo è quello di favorire lo sviluppo della comunità locale attraverso il lavoro e l’autonomia della popolazione, “si tratta di un’attività economica che va a sostenere un’attività sociale”.

In questo caso specifico il ricavato delle vendite del panificio servirà a garantire anche l’autosufficienza di un orfanotrofio che accoglie 40 bambini.

I lavori del panificio – pizzeria, iniziati nel 2018, sono stati ultimati e presto partiranno anche i colleghi di vari punti vendita per la formazione del personale locale. Saranno proprio loro ad insegnare ai giovani del luogo a produrre e vendere il pane, a gestire i forni. Diventando così al tempo stesso fornai e imprenditori.

Francesco Guasti, Consigliere della Fondazione Il Cuore si scioglie, ci spiega l’operatività dei colleghi che partiranno:

una prima delegazione di dipendenti della forneria di Unicoop Firenze partirà il 1 ottobre e sarà impegnata nel recupero delle materie prime nei vari mercati, altri ne arriveranno, sempre a scaglioni di due, per seguire la parte operativa e poi lo scaglione che seguirà l’inaugurazione, prevista per il 25 ottobre, la pubblicità e la presentazione agli enti locali del panificio.

L’ultimo scaglione invece sarà quello che seguirà l’avvio della forneria, la parte logistica e gli ordini e suggerirà la produzione”; i colleghi resteranno fino al 5 novembre in modo da assicurarsi che sia tutto a posto.

Per farci raccontare cosa si prova a poche settimane dalla partenza abbiamo incontrato Grazia Vanneschi, Marco Ciabini e Viola Focardi, rispettivamente allieva caporeparto gastronomia a Novoli, fornaio a Ponte a Greve e caporeparto forneria a Novoli.

Martedì primo ottobre inizia il viaggio di Grazia, allieva caporeparto gastronomia a Novoli, che insieme al collega Valentino Sabatino, fornaio a Montemurlo, andrà a recuperare le materie prime nei mercati; insieme inizieranno a trasmettere un nuovo mestiere ai futuri fornai.

Grazia, quali sono le tue sensazioni ad una settimana dalla partenza?

Tanta emozione, tanti pensieri. Penso che saranno 13 giorni intensi, pieni di energia e ci spinge tanta motivazione nel fare quest’esperienza unica sia per noi che per loro. Farò un diario di bordo per tenervi aggiornati, per ricordarmi poi della tranquillità che mi regalerà quel posto.

Cosa ti aspetti da quest’esperienza?

Il rientro è previsto il 14 ottobre e già penso a quanto sarà difficile ritornare alla realtà occidentale, sarà tutto così strano. Loro non hanno nulla ma so che ci regaleranno tanto. Vorrò condividere anche sul lavoro una realtà che ci è sconosciuta, trasmettere i veri valori della vita e arricchire il bagaglio personale.

Marco Ciabini, fornaio a Ponte a Greve, invece partirà con il secondo gruppo e ci racconta di essere preoccupato ma “tutto ciò è qualcosa di grande”, per cui l’agitazione e la responsabilità nel dover trasmettere il proprio sapere svaniscono nel momento in cui pensa che attraverso questo progetto si offre la possibilità di svolgere un lavoro dignitoso rimanendo a casa, garantendo la sostenibilità anche ad alcune strutture sociali.

Marco, e tu cosa ti aspetti da questo viaggio?

Mi aspetto di faticare tanto, ma sarà senz’altro ricompensato dalla soddisfazione; sperando che dopo riesca ad andare tutto bene. Mi dispiacerebbe venir via e non riuscire a fare quello per cui son partito.

L’Africa è sempre misteriosa e sicuramente torneremo più arricchiti dopo un’esperienza del genere rispetto a quello che riusciremo a dare. Al rientro avremo una valigia molto più piena, piena di emozioni che rimarranno per tutta la vita.

Viola, cosa significa invece per te questo viaggio?

Rappresenta un’occasione unica che ho voluto cogliere al volo, è un’esperienza importante. Riuscire a coinvolgere la popolazione locale e trasmettere loro un mestiere sarà senz’altro difficile ma sono sicura che sarà gratificante per tutti noi.

 Come stai vivendo questi giorni?

In questi giorni, penso un po’ come tutti i colleghi coinvolti in questo progetto, si alternano emozioni contrastanti: agitazione, paura, ma soprattutto tanto entusiasmo e voglia di partire per aiutare gli altri. Nel nostro punto vendita abbiamo organizzato tra colleghi anche una raccolta di materiale scolastico da portare con noi e distribuire ai bambini dell’orfanotrofio.

Un piccolo gesto per noi che significherà tanto per loro.

Cosa ti aspetti da questo viaggio?

Mi aspetto di conoscere una quotidianità, una cultura, completamente diversa dalla nostra, ma principalmente aiutare davvero, in prima persona, una popolazione più svantaggiata e aumentare il mio bagaglio di esperienze.

https://ufweb-myunicoop.azurewebsites.net/i-nuovi-progetti-della-campagna-pensati-con-il-cuore-2/

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