San Casciano e la vita in Cooperativa di Loredana e Fabio
Il loro ultimo giorno di lavoro è coinciso con la fine del 2023; durante questo hanno ricevuto insieme il caloroso abbraccio del Direttore Marco Pardelli, di tutti i colleghi e dei clienti.
Da questo recente ricordo comune è iniziata una piacevole chiacchierata con Loredana e Fabio.
Loredana
Il primo giorno di lavoro è stato in questo negozio nel 1992, il 15 di ottobre…
Il punto vendita di San Casciano era stato inaugurato quell’estate. Il mio inizio fu un pochino sofferto.
Per l’apertura era stato indetto un concorso, che si svolse all’hotel Michelangelo, ricordo che eravamo in tanti! A seguire si svolsero i colloqui, per cui fui convocata. Lavoravo già a tempo pieno in un’azienda del territorio e, per entrare all’interno della Cooperativa, mi venne offerto un contratto part-time. Questa cosa inizialmente mi fece esitare ad accettare, perché avevo un mutuo da pagare.
In un successivo colloquio, tuttavia, capii che quella che mi si proponeva era un’opportunità da non perdere. Così dissi: “Va bene, via, si inizia questa avventura!”.
Effettivamente, è stata una bella avventura!
Il tuo percorso in Cooperativa
Sono entrata alle casse per poi spostarmi al reparto Macelleria. In quegli anni venne aperta la Pescheria: prima era esterna. Venne fatta una vera e propria ristrutturazione per la gestione diretta del reparto da parte di Unicoop Firenze.
Essendo stata scelta per quel ruolo andai a fare formazione in altri negozi.
Ho fatto anche un’esperienza, che ricordo con piacere, dopo la ristrutturazione del 2006, agli Extra- Alimentari e con l’introduzione del Salvatempo sono tornata al reparto Casse.
Negli anni ho cambiato reparti e anche modo di lavorare e la Cooperativa è cambiata con me, ma i ricordi che ho sono positivi a 360°.
Fabio, ci racconti un po’ di te?
Sono stato assunto nel 2002.
Ho un po’ “tribolato” per entrare; erano anni in cui la domanda si faceva su cartaceo.
Finalmente arrivò la chiamata e seguì un bel colloquio: ricordo che dopo un’ora mi fu detto: “Le faremo sapere”. Avevo un figlio piccolo, un lavoro sicuro sotto casa, un buono stipendio, ma lavoravo 24 ore su 24 e non potevo avere quello che poi mi ha permesso la Cooperativa: il rispetto della qualità della vita. Mio figlio, ormai già grandicello, aveva 12 o 13 anni, giocava a basket e alla domanda: “Quando giochi?”, lui mi rispose: “Babbo, non te lo dico neanche più perché tanto te non ci sei mai a vedermi!” Diciamo che questo mi ha fatto decidere quando è arrivato il responso positivo al colloquio.
Entrando in Cooperativa sono riuscito a lavorare con il sorriso.
Dopo un inizio sofferto, com’è andata?
Ho iniziato affiancando un ragazzo giovane, che adesso fa il Direttore, come terzo di sala, anche se quel ruolo effettivamente non era più attivo.
Sono entrato a 36 ore come stagionale. Ero stato assegnato al reparto Generi Vari, ma subito mi fu comunicato: “È successo un problema all’Ortofrutta, dovrai stare lì per una settimana”. Bene, quella settimana è durata otto anni!
È stata un’avventura, con qualche difficoltà iniziale. Ho trovato colleghi che mi hanno aiutato nella gestione e sono stato supportato anche da corsi di formazione.
Mi piace ringraziare e ricordare una persona, anche lui in pensione: Giacinto Pastò. In quel momento era Capo area, con lui mi confrontavo molto quando veniva in negozio. Per problemi fisici ho lasciato il reparto dove mi sono trovato molto bene.
Nel terminare questa chiacchierata vorrei ringraziare i miei colleghi che in un momento particolare della mia vita mi hanno aiutato tanto.
Loredana e Fabio
La cosa che vogliamo dire è che abbiamo lavorato con una bella squadra e con tanti clienti che, anche oggi che siamo tornati per questa intervista, ci fermano con il sorriso!
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