domenica , Gennaio 11 2026

Saverio Tommasi “La Coop ci accompagna ogni giorno”

Dalla storia della mia famiglia fino all’idea di un mondo migliore.

“Mia nonna badava il pollaio e la casa, e mio nonno il terreno intorno. Lui si prendeva cura dei pomodori e faceva crescere i fagioli.
Lei prendeva le uova alle galline e le ringraziava.
Mia nonna e mio nonno lavoravano in campagna sotto padrone, avevano iniziato presto, aveva scelto la fame per loro. Mia nonna era arrivata fino alla terza elementare, poi le avevano presentato le pecore e un ramo di saggina. Mia nonna Rina raccontava che la maestra, un giorno di fronte alla preside, le chiese 3×3 e lei rispose 9. È morta che ancora lo raccontava, fiera.
Mia nonna e mio nonno si trasferirono in città da adulti, tenendo sempre due galline nel pollaio e i pomodori d’estate. Per dire che avevano comprato casa in città, e che era una casa bella, dicevano: “Siamo vicini alla Coop, non ci manca niente”.
Le nonne e i nonni hanno sempre ragione: la Coop ci accompagna, anche a me che sono nato a Firenze, all’Isolotto. Nel Quartiere noi eravamo famosi per gli operai, don Mazzi e la Coop.
Oggi sono Presidente di Sheep Italia, un’associazione con cui proviamo a costruire un pezzetto di mondo migliore, e dalla Coop prendiamo ogni mese i buoni spesa che poi distribuiamo alle donne in difficoltà che seguiamo durante tutto l’anno.
Potremmo dire che la Coop ci piace, ma dacché sono di Firenze, noi preferiamo dire “ci garba di molto!”.

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