La prima responsabile dell’Ufficio Igiene e Qualità va in pensione
Com’era l’Ufficio Qualità quando ne hai preso la responsabilità?
Quando ho preso la Responsabilità, l’Ufficio Qualità era solo un modello. L’idea di crearlo è venuta nel 2002 quando fui chiamata da Golfredo Biancalani che mi affidò l’incarico di provare a formare una funzione che si occupasse di qualità a tutto tondo.
Così abbiamo iniziato questa avventura. Io, prima, lavoravo in Unicoop Pontedera e mi occupavo di servizi generali.
Siamo praticamente partiti da zero. Il primo lavoro è stato progettare l’organigramma del nuovo ufficio. Sono state chiamate alcune persone che provenivano da altri uffici. È stata impostata una logistica con processi definiti, ci siamo dotati di un software come gestionale interno.
Ci racconti quale è stato un passaggio fondamentale per la genesi dell’Ufficio?
La descrizione dei processi, delle responsabilità e delle mansioni. Questo modello ha funzionato per venti anni in modo inalterato.
Quante persone lo componevano?
All’inizio sei persone: Marcello*, Massimo, Mario, Simona Lumini, Simona Nanni, io, poi è arrivata Graziella. Adesso siamo dieci persone.
*Nel MYUnicoop cartaceo, per un refuso, non è stato citato il nome di Marcello Mastroianni, che ha fatto parte fin dall’inizio di tale ufficio. Ci scusiamo con l’interessato e lo ringraziamo per la segnalazione.
Com’è cambiata la Cooperativa da quando hai iniziato ad oggi?
Da quando ho costruito l’Ufficio Qualità, la Cooperativa è cambiata moltissimo; si è dotata di una serie di servizi e professionalità che prima non c’erano. La rete commerciale era molto più schematica come l’amministrazione e il magazzino. In ventitré anni si è ampliata, è diventata molto specializzata nei vari settori grazie a uno sviluppo necessario.
Momenti significativi?
Tutto il mio lavoro, lo l’ho amato. Mi ha dato tanto e io da questo punto di vista sono in debito con la Cooperativa. Anche io ho dato tanto e non mi sono risparmiata. Il valore maggiore, più grande della Cooperativa, sono le relazioni umane che sono riuscita a instaurare e che porterò fuori.
Il “bello” del tuo lavoro?
Un lavoro che si rinnova continuamente. È dinamico e ti spinge a guardare in avanti, sempre più avanti e forse questa è la cosa che mi è piaciuta più di tutto.
Cosa è stata per te Unicoop Firenze?
Gran parte della mia vita. Non solo il lavoro ma il pensiero del lavoro, la programmazione. Io quindici giorni di ferie non le ho forse mai fatte. Ho dedicato tempo, risorse e passione: sono stata attrice del mio lavoro e libera di fare scelte andando avanti.
Quale messaggio invieresti ai nuovi arrivati in Cooperativa?
Lavorare senza guardarsi intorno, dedicando le energie, il tempo e la testa, perché poi i risultati arrivano. Un lavoro svolto con passione dà sempre buoni frutti.
Unicoop è stata una grande parte della mia vita. un posto a cui ho dedicato tempo, risorse e passione e dove mi sono sempre sentita libera di esprimere le mie idee.
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