Un piccolo punto di vendita che raccoglie una storia grandissima quella di Roberta che, nel minimercato di Firenze Isolotto, ha salutato i colleghi dopo essere “cresciuta” in Cooperativa.
Uno splendido sorriso, accompagnato da dolci lacrime, ha reso la nostra chiacchierata ricca di passione e attaccamento a quelli che, fino a pochi giorni prima, erano il “suo” negozio e i suoi splendidi colleghi.
Roberta ci parli di una data importante?
Il 28 giugno del 1985
L’ingresso in negozio fu un’esplosione di sensazioni.
Sognavo da sempre di fare la commessa benché avessi anche altre proposte.
Appena arrivata ho trovato un calore che posso definire “coinvolgente”, pur essendo, l’allora negozio di Isolotto composto da tante persone, perché in quegli anni eravamo circa 90 lavoratori.
Da quel momento è stato tutto un crescendo ed io ho imparato tantissimo dalle colleghe e dai colleghi, dai direttori e dai capo reparti che ho incrociato, ma anche dai clienti dai quali ho sempre ricevuto tantissimo affetto.
Un desiderio realizzato?
Per me, quello che ho svolto nel negozio di viale Talenti, è stato il lavoro che sognavo!
L’ho amato e che porterò sempre dentro perché la Cooperativa mi ha dato tutto, proprio tutto, a 360 gradi.
Spero di ritrovare, da Socia e cliente, sempre quella Coop che ho lasciato e che rimane ferma nei miei ricordi più belli.
Mi riferisco a quella grinta con cui ho iniziato e che, ho ricercato, negli occhi di è passato, o si è fermato a lavorare nel “mio” negozio.
L’augurio, che mi sento di fare, è di vedere ancora oggi ragazzi che entrano in Unicoop Firenze con quella soddisfazione di far parte di questo mondo, in prima persona, come io ho continuato ad avere per tutti questi anni.
Tanti anni in un negozio, ti piace sottolineare qualche particolare?
L’esperienza come Capo reparto ai latticini.
Ho avuto un grande maestro, Rodolfo Calonaci, che si è dedicato, nei primi mesi di affiancamento, a me e lo ringrazio per tutto quello che mi ha insegnato.
Ricordo con tanto affetto il gruppo che ho avuto, Gian Paolo Becherini e Sandro Checchi che sono sempre stati al mio fianco. Siamo cresciuto insieme cercando di migliorare giorno dopo giorno.
Fare gruppo è una cosa importantissima!
Ho sempre visto sia un Capo reparto, e a livello più alto un Capo negozio, come il mister di una squadra.
Se non si fa spogliato, non si vince la partita. Al contrario se si gruppo si ottengono splendidi risultati!
Che cosa secondo te ha differenziato la Cooperativa dalle altre realtà della Gdo?
Il contatto umano per me è la cosa più importante.
In un negozio piccolo, sotto casa, come questo ci sono ancora i clienti che mi hanno visto entrare come ragazzina di vent’anni e ritrovano adesso la stessa attenzione, e cura, con cui mi sono sempre posta verso di loro.
Le persone hanno bisogno, sempre di più, di essere considerate, di attenzioni e spesso anche un piccolo gesto le conforta, le fa sentire “di casa” e ritornano con il sorriso.
Il negozio è molto cambiato negli anni.
Quando eravamo un supermercato siamo stati veramente forti. Poi c’è stato questo “ridimensionamento” che, diciamo, non ci ha toccato più di tanto perché comunque la nostra clientela bene o male è sempre stata fedele.
Un saluto, l’ultimo giorno in negozio
È stata dura!
Ho pianto per due o tre giorni di seguito perché lasciare questo negozio per me è lasciare casa e mi fa ancora male. Tra queste mura c’è la mia vita: mi hanno visto sposa, mamma, mi hanno accolto nei periodi più cupi e difficili e proprio in quei momenti ho avuto, da parte dei miei colleghi, un aiuto grandissimo.
Non basterebbe veramente una vita per dire grazie di tutto quello che mi hanno dato!
Tutto si è svolto in questa “scatola” e quando entro qui lei si apre di nuovo, ogni volta, per ricordarmi tutti questi momenti.
Ho avuto dei colleghi favolosi che non cambierei per niente al mondo!
MyUnicoop Newsletter