Dalle fondamenta del negozio fino al suo splendore, così si può definire in poche parole la storia in Cooperativa del nostro collega
Raccontaci di te.
Io sono di San Giustino e ho iniziato a lavorare in Cooperativa nel 1983, a luglio.
Quindi l’ingresso nel “nostro mondo” come lo vorresti definire oggi al termine del tuo lungo percorso, un pacco regalo fortunato?
Devo molto a Unicoop Firenze, ho sempre creduto nella Cooperativa quale portatrice di valori.
Tra i molti insegnamenti che ho ricevuto dalla mia famiglia, uno è il rispetto per il lavoro: mi sono impegnato sempre al massimo, mi sono sentito apprezzato per quello che facevo e sono stato stimolato a dedicarmi sempre di più al raggiungimento di risultati positivi.
Come definiresti la Cooperativa nel tuo “passaggio generazionale”?
È “quella spinta in più”. Con le sue forze e capacità è riuscita ad arrivare a livelli altissimi.
Un’azienda che si evolve e che riesce a coinvolgere i dipendenti al continuo cambiamento: per me questa è la sua forza.
Sei sempre stato legato al settore dei Generi Vari?
Sì, il mio reparto è sempre stato i Generi Vari. Quando sono iniziati i lavori per il nuovo negozio di Sansepolcro, sono stato incaricato di seguire il cantiere dal momento in cui si scavavano le fondamenta.
È stato fin dall’inizio molto emozionante: mi sono sentito partecipe di questo “mondo” che ho visto, anche fisicamente, crescere.
Un lavoro che va oltre il negozio!
Esattamente.
Il vivere la Cooperativa mi ha permesso di creare rapporti che vanno al di là del lavoro.
Ho condiviso ideali di lavoro e di vita.
Durante la giornata trascorriamo insieme tante ore e questa situazione permette di instaurare un rapporto sia di lavoro che personale. Si viene così a creare un confronto quotidiano che dà la possibilità di migliorare e condividere metodi di lavoro più produttivi. Il risultato è un costante miglioramento del lavoro e dell’organizzazione.
Elemento fondamentale, per me, è la possibilità di crescita nel continuo confronto e il lavoro di squadra: un valore importante, importantissimo, in cui si rispecchia la Cooperativa.
Un percorso di vita.
In questo periodo di lavoro in Cooperativa ho ricevuto e ho dato tanto, sono cresciuto sia dal punto di vista lavorativo che da quello umano.
Mi sono trovato a fare qualcosa di più dell’essere “un Caporeparto”.
Molto spesso i colleghi più giovani mi hanno fatto sentire come un genitore al quale ci rivolgiamo per un consiglio.
È stato bello sentirmi così, riconosciuto da tutti come il padre di una famiglia, la persona a cui ti puoi affidare e con la quale ti puoi confidare.
Ci sono persone che ti piace ricordare?
Ho provato grande gioia nella festa con tutti i Capireparto dei Generi Vari organizzata da Giuseppe Bentivoglio.
Ci sono persone che hanno significato molto per me. Cito Golfredo Biancalani che è un modello da seguire sia per capacità, che per umanità, e che, partito dal basso,
ha raggiunto la cima della piramide.
Marino Gori, dal quale ho sempre trovato disponibilità per parole e condivisione di momenti della mia carriera lavorativa, fino a ricordare persone come Roberto Montagnani e Otello Bassi, con i quali ho iniziato a fare le prime ristrutturazioni in vari negozi di Unicoop Firenze.
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