lunedì , Gennaio 12 2026

I risultati delle ricerche di Nomisma relativi a Pisa e provincia

Le ricerche Nomisma

In occasione dell’evento dedicato al territorio di Prato Nomisma ha curato due ricerche per Unicoop Firenze per fare luce sullo scenario macro-economico, il contesto territoriale e il ruolo economico e sociale giocato dalla Cooperativa e per approfondire le nuove tendenze di consumo nella provincia di Pisa e in Toscana.

I numeri della Toscana

In uno scenario nazionale e internazionale segnato da tensioni geo-politiche, incertezza e emergenza climatica, per la fine del 2024 per la regione Toscana è prevista una lieve accelerazione del Pil (+0,8%), trainata dalla crescita dei consumi. Entro la fine del 2025 si prospetta un’ulteriore accelerazione dell’economia toscana (+0,8%) ma leggermente al di sotto dei livelli previsti per l’Italia (+0,9%), mentre nel 2026 la crescita dell’economia toscana (+1,2%) sarà leggermente superiore a quella stimata per l’Italia (1%). Ad alimentare l’espansione dell’economia toscana saranno soprattutto l’export manifatturiero e il turismo internazionale. Anche in Toscana soffia il vento dell’inverno demografico: il calo della popolazione, trasversale alla quasi totalità delle province, prosegue incessante, e per il 2050 si prevede un ulteriore decremento del numero di residenti di quasi 5 punti percentuali. Entro un simile scenario, in cui sale l’età media al parto e cala il tasso di fecondità, la già evidente dinamica dell’invecchiamento appare destinata ad accentuarsi, con un incremento sostanziale della fascia di età over 65, che arriverà a rappresentare oltre un terzo dei residenti entro il 2050. Sul fronte occupazionale anche in regione emergono segnali positivi, con un tasso di occupazione regionale che raggiunge il 71,6% nei primi sei mesi del 2024, superando ampiamente la media italiana.

Il contesto di Pisa

Pur inserita in un simile contesto, la provincia di Pisa si distingue per alcune dinamiche peculiari, che appaiono uniche all’interno del panorama regionale. In un contesto segnato da un crollo demografico, la provincia di Pisa appare caratterizzata da una sostanziale stabilità: nel corso degli ultimi 5 anni la popolazione non ha evidenziato significative variazioni, pur non sottraendosi al progressivo invecchiamento. Tra Comuni emergono alcune differenze: i comuni sotto i 10mila abitanti registrano cali demografici, mentre quelli sopra i 10mila hanno visto maggiore stabilità o addirittura aumenti di popolazione. La provincia si distingue per un reddito medio che nel 2022 ha quasi raggiunto i 25.000 euro, superando la media regionale e nazionale, con una quota di contribuenti a basso reddito in linea con Toscana e Italia e significative differenze fra un Comune e l’altro. Sotto il profilo occupazionale, Pisa presenta un’elevata percentuale di popolazione occupata (70% rispetto ad una media del 69%) – più bassa nei comuni sotto 5.000 abitanti -, a fronte di una quota di laureati ben sopra la media. Il sistema imprenditoriale della provincia mostra una spiccata propensione ai servizi, che costituiscono il settore più sviluppato, anche grazie all’apporto del turismo. A ciò si aggiunge una quota rilevante di startup innovative, che contribuiscono ulteriormente alla crescita e al dinamismo dell’economia locale.

Il ruolo di Unicoop Firenze nell’area pisana

La Cooperativa registra numeri importanti sul territorio di Pisa. A fronte di un giro d’affari di oltre 490 milioni di euro nei 25 punti vendita della provincia e degli oltre 260 mila clienti settimanali, Unicoop Firenze conta oltre 180 mila soci ordinari, che rappresentano il 90% del venduto sul territorio. In tale quadro, appare rilevante anche l’impatto di Unicoop Firenze all’interno del sistema locale del lavoro di Pisa. Nel complesso, secondo le stime di Irpet, nel 2022 Unicoop Firenze e la sua filiera hanno prodotto una ricchezza (misurata in termini di valore aggiunto) di oltre 160 milioni di euro, giocando un ruolo significativo anche dal punto di vista occupazionale, con oltre 2.000 occupati in modo diretto, indiretto ed indotto.

Tendenze di consumo nella provincia di Pisa

Il rapporto Nomisma analizza il cambiamento, nel prossimo futuro, dei comportamenti di acquisto dei soci e clienti di Unicoop Firenze residenti nella provincia di Pisa. Per salvaguardare sia il proprio potere di acquisto sia la qualità dei prodotti acquistati, il primo driver di acquisto è il rapporto qualità – prezzo (indicato dal 61% dei pisani, in linea con la media toscana), seguito da salute e benessere (47%), origine italiana (44%) e freschezza (42%). Al tempo stesso, il carovita costringe i consumatori della provincia all’adozione di strategie volte al risparmio: la spesa si concentra sui prodotti alimentari essenziali, si frequentano insegne diverse in base a offerte e promozioni in corso e si acquistano prodotti principalmente quando sono in promozione. Per risparmiare sulla spesa i clienti e soci della provincia di Pisa ricorrono sempre più spesso all’acquisto di prodotti a marchio Coop, sinonimo di un buon rapporto di qualità – prezzo (a pensarla così è il 63% dei consumatori) e garanzia di sicura qualità (citata dal 46%). I prodotti a marchio sembrano avere le carte in regola per rivestire un ruolo di primo piano nel carrello della spesa dei pisani anche nel prossimo futuro, con il 24% dei consumatori intenzionato ad intensificarne gli acquisti nei prossimi 12 mesi.

In tale scenario, Unicoop Firenze gode di un’ottima reputazione presso i soci e clienti di Pisa, non solo relativamente all’ampiezza dell’offerta e alla qualità dei prodotti a marchio Coop (che mette d’accordo quasi 9 consumatori su 10), ma anche in merito al suo impegno su altri temi di rilievo. Tra questi l’attenzione al territorio, grazie all’ampio assortimento di prodotti locali (citato dall’83%), l’impegno della Cooperativa in iniziative solidali (79%), le politiche di prezzo vicine ai consumatori grazie alla buona proposta di offerte e promozioni (83%) e l’attenzione all’ambiente, rappresentata dall’ampia proposta di prodotti biologici e sostenibili (77%).

I consumatori: tra localismo e sostenibilità

Parallelamente, i consumatori della provincia di Pisa sono fortemente attenti a due altri aspetti: la provenienza toscana e la sostenibilità dei prodotti. I soci e clienti della provincia di Pisa dimostrano un forte attaccamento agli alimenti e bevande tipici del loro territorio: la metà dei consumatori dichiara di acquistarli ogni settimana, e a fare da traino a tale comportamento è in primis la volontà di sostenere le produzioni e l’economia locale (indicata dal 40%). In particolare, accanto ai prodotti freschi (come frutta, verdura e carne), i consumatori pongono grande attenzione all’origine toscana delle specialità che rappresentano l’eccellenza dell’agroalimentare locale: olio extra-vergine di oliva, formaggi, salumi e vino. L’attenzione al localismo si intreccia con il crescente interesse dedicato alla sostenibilità: la sostenibilità di un alimento, per i pisani, non si limita solo alla sua impronta ecologica, ma abbraccia anche la sfera economica e sociale: ciò implica sostenere filiere controllate, garantire una giusta remunerazione agli operatori e promuovere produzioni che valorizzino il territorio. In questo contesto, la Grande Distribuzione Organizzata può giocare un ruolo fondamentale nel percorso verso uno sviluppo più sostenibile, non solo ampliando l’offerta di prodotti a basso impatto ambientale (44%), ma anche privilegiando i rapporti con imprese agricole e fornitori che adottano pratiche responsabili (40%) e introducendo sconti e promozioni dedicate ai prodotti sostenibili (39%).

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