Lo scorso 20 maggio alcuni colleghi di Unicoop Firenze e Terre di Mezzo hanno visitato la Cooperativa Sociale “Valle del Marro – Libera Terra
La sintesi del viaggio
Il viaggio, nato per vedere “sul campo” il lavoro della Cooperativa “Valle del Marro – Libera Terra”, impegnata nella Piana di Gioia Tauro nella coltivazione biologica di circa 100 ettari di terreni confiscati alla ‘ndrangheta, è stato un’esperienza pensata e progettata per conoscere persone, “toccare con mano” realtà, ascoltare testimonianze.
Tutto questo ha lasciato un segno indelebile in tutti coloro che ne hanno preso parte.

Il reportage del viaggio
È stata certamente un’esperienza formativa per tutte le persone che vi hanno preso parte – 20 Direttori di punto vendita di recente nomina e alcuni colleghi e colleghe delle Direzioni Merci e Persone, un viaggio di apprendimento e consapevolezza in una bellissima terra, la Calabria, fatta di uomini e donne che resistono caparbiamente alla cultura mafiosa della prepotenza e della sopraffazione.
I partecipanti hanno potuto ascoltare testimonianze appassionate come quella di Don Pino Demasi, un volto coraggioso e ribelle che è referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro e parroco di Polistena, fondatore dell’associazione di volontariato “Il Samaritano”, oppure come quella di Antonino De Masi, imprenditore illuminato che vive da anni sotto scorta da solo con il figlio, mentre il resto della famiglia è sotto protezione al Nord. La sua testimonianza è un grido di libertà per svegliare le coscienze ancora assopite. Nel video realizzato si può vedere la
scorta dell’esercito presidiare i cancelli della sua azienda.
Altro momento ricco di trasporto è stato quello con Stefania Grasso, figlia di Vincenzo, imprenditore ucciso dall‘ndrangheta nel 1989 perché si era rifiutato di pagare il pizzo.
C’è stato spazio per un’altra visita particolarmente significativa: quella alla baraccopoli di San Ferdinando che è un vero e proprio ghetto per i braccianti. In un accampamento del Ministero dell’Interno, oggi abbandonato a sé stesso vivono in condizioni di estremo degrado i migranti africani che lavorano come braccianti stagionali, per la maggior parte in attesa del permesso di soggiorno.
Infine la visita alla SELES, che non è una semplice scuola calcio, ma uno strumento di aggregazione sociale, di educazione alla legalità democratica e al rispetto delle regole e del prossimo, rivolto a bambini, ragazzi e adolescenti di un territorio difficile, ad alta emergenza educativa.
I colleghi di Unicoop Firenze e di Terre di Mezzo si sono addirittura cimentati in una partita con una selezione dei giovanissimi della SELES: non avversari, ma squadre che si sono divertite e rispettate.

Pochi giorni fa la Cooperativa Valle del Marro ha subìto l’ennesimo atto di sabotaggio. Un incendio di origine dolosa ha devastato la coltivazione biologica presente su un terreno confiscato alla mafia nel Comune di Gioia Tauro, distruggendo quasi totalmente il raccolto del grano.
Per questo vile gesto, Unicoop Firenze e la Fondazione il Cuore si scioglie esprimono solidarietà e vicinanza alla Cooperativa Valle del Marro

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