La Sostenibilità per Coop è un valore fondamentale su cui poggiano le linee Vivi verde e Solidal, molto importanti in termini di posizionamento e distintività. Abbiamo chiesto a Vladimiro Adelmi, Brand Manager prodotto Coop Solidal e Vivi verde di parlarcene.

Cosa contraddistingue la nostra linea Biologica?
“Coop è stata la prima a crederci e a proporre i prodotti biologici nel lontano 1995. Per questo Vivi verde è nettamente in vantaggio rispetto a quelli che entrano nel mondo del biologico soltanto ora che il Bio è diventato un mercato importante”.
Ma cosa si intende per Biologico?
“Il Biologico è un metodo di agricoltura che evita sostanze chimiche a favore di sistemi di coltivazione e allevamento completamente naturali. Non sfrutta l’ambiente e mira a mantenere la frazione organica del terreno attraverso l’unione di pratiche antiche e moderne”.
C’è chi sostiene che il biologico sia un’utopia.
“Al contrario. Il Biologico è un sistema normato. Tutti i prodotti venduti come Bio devono sottostare ad un regolamento che parte dall’UE e viene applicato dagli Stati. In Italia infatti è il Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste ad avere la responsabilità di quello che avviene sul Biologico”.
I prodotti non-food ecologici che tipo di certificazione possiedono?
“La certificazione Ecolabel EU, marchio di qualità ecologica dell’Unione Europa che contraddistingue i prodotti che si caratterizzano per un ridotto impatto ambientale durante tutto il loro ciclo di vita. Coop ha introdotto il primo prodotto Ecolabel nel 1999.”
Parliamo di Solidal come esempio di sostenibilità in ambito sociale.
“L’interesse numero uno è quello di tutelare i piccoli produttori, uniti in cooperative. Molto importante è il contributo che gli riconosciamo, composto da un prezzo minimo garantito destinato all’impresa per coprire le spese di produzione, a cui si aggiunge una remunerazione destinata a promuovere il benessere della Comunità in cui l’impresa risiede.”
Quale certificazione possiede la linea Solidal?
“Il marchio Fairtrade, il cui obiettivo è quello di supportare i produttori svantaggiati dei Paesi in via di sviluppo, rendendoli capaci di entrare nel sistema commerciale in condizioni di trasparenza e correttezza e migliorando così i loro standard di vita”.
Guardiamo nel dettaglio la linea dei prodotti Solidal.
“Solidal conta oggi 47 prodotti. Una linea abbastanza piccola ma molto forte in termini di fiducia delle persone. Il primo prodotto equo e solidale a marchio Coop è del Natale 1995. Anche in questo caso siamo stati i primi in Italia. Fra le referenze più significative abbiamo il pregiato tè indiano, l’ananas dal Costa Rica, le banane da Equador, Perù, Colombia e Panama, il caffè e infine le rose del Kenya“.
Quali sono le novità per questo anno?
“Dopo il tè nel 2013, abbiamo convertito le tavolette di cioccolato Coop alla linea Solidal. Le formulazioni non sono cambiate ma le materie prime provengono tutte dal circuito fairtrade, apportando un beneficio in termini non solo sociali, ma di qualità del prodotto. Nella seconda metà di ottobre partirà nei punti vendita l’iniziativa “Valori Solidal” per promuovere questi prodotti”.
Che riscontro hanno questi prodotti fra le persone?
“Le persone più sensibili su queste tematiche sono i giovani, che in Coop possono trovare le risposte che cercano se facciamo bene i prodotti e se glielo sappiamo raccontare. Il prodotto a marchio è uno degli strumenti più importanti per far comprendere questi valori e il nostro impegno. Ma dobbiamo essere noi per primi a raccontarlo, a valorizzarlo e a spiegarlo, ognuno con la propria voce”.
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