Una giovane azienda e la sua antica coltivazione.
L’ambiente in cui si opera influisce sia sul nostro umore che su quello che facciamo; niente di più vero se parliamo del luogo di produzione dell’eccellenza gastronomica protagonista del nostro articolo: l’aglio nero.
Sopra le colline di Sesto Fiorentino, in località Castello, si trova una comunità di preghiera e lavoro, tutta al femminile, composta da nove donne, laiche consacrate carmelitane, che ormai da cinquanta anni è legata al territorio e opera a sostegno e servizio di coloro che si rivolgono a essa. Ne fa parte Serena Finocchi, che con estrema passione e professionalità ha dato vita a un progetto di nicchia per la realizzazione di un prodotto di eccellenza.
“La cosa che ci ha colpito è stata, inizialmente, la tipologia del prodotto. L’aglio nero è un articolo che richiede estrema abilità nella lavorazione e quindi venire a conoscenza di una azienda toscana che lo produce ci ha incuriosito. L’entusiasmo, una volta conosciuta questa azienda, Fior di maggio, è raddoppiato per tanti motivi” ci ha raccontato Massimiliano Taiuti, Buyer reparto Ortofrutta, “soprattutto per la serietà e meticolosità nel raggiungere l’obiettivo, grazie a competenza e spirito di iniziativa”.

“Serena è riuscita a trasformare un prodotto, l’aglio bianco, mediante una fermentazione praticata da un macchinario acquistato a Shanghai, in un altro, dolce e delicato.”

Lo si può utilizzare per pasta, verdura, carne, pesce, salse, pizze e nei dolci; in ogni preparazione, il prodotto conserva le molteplici proprietà benefiche dell’aglio.
“Secondo le indicazioni del Ministero della Salute, questo prodotto è benefico per l’apparato cardiovascolare, quello digestivo e respiratorio; è inoltre un potente antiossidante naturale”.
Tutto questo è l’aglio nero Fior di maggio.
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