Dopo l’ennesimo rialzo dei prezzi del mercato di luce e gas, Coop conferma con un’indagine dedicata che il risparmio resta la priorità degli italiani nella fornitura di energia
I consumatori sono piuttosto abitudinari nelle loro utenze e soddisfatti dei loro gestori di luce e gas, oltre che infastiditi dal pressing telefonico degli operatori più invadenti. Più di uno su due (53%) afferma di avere lo stesso gestore da più di cinque anni; chi ha già cambiato lo ha fatto, nella maggioranza dei casi, nel tentativo di risparmiare e, anche nel passaggio tra mercato tutelato e mercato libero, la maggioranza crede che probabilmente preferirebbe rimanere con l’attuale gestore.
Il driver di scelta principale resta il portafoglio – i gestori sono scelti per l’offerta ritenuta più vantaggiosa – seguito però dalla trasparenza di informazioni e condizioni contrattuali, mentre cresce l’attenzione all’ambiente, alle fonti energetiche rinnovabili e, in generale, a non sprecare l’energia, anche nell’utilizzo e la scelta degli elettrodomestici.
Assediati dai call center
Il legame di fiducia fra gli italiani e il proprio gestore energetico è confermato anche da altri dati. Per risolvere problemi o dubbi, un italiano su tre ha contattato di recente il suo gestore e i servizi di assistenza prendono la sufficienza (solo un utente su 10 assegna loro un punteggio minore di 5).
Ciò che in questa materia infastidisce davvero gli italiani in realtà sono i call center che chiamano per proporre il cambio gestore. A fronte, per esempio, del fatto che solo un italiano su 10 dichiara di essere stato contattato raramente, tutti gli altri sono stati chiamati almeno una volta al mese, e ben il 39% una volta alla settimana. In 6 su 10 contattati da un altro gestore, per proporre un nuovo contratto.
Le buone abitudini energetiche
Gli italiani, infatti, si dichiarano molto attenti e rispettosi dell’ambiente quando si tratta di consumi energetici casalinghi: 4 su 10 sono convinti che prestare attenzione proprio ai consumi domestici di acqua, luce e gas sia uno dei modi migliori per preservare l’ambiente, preceduto solo dal fare la raccolta differenziata. Ben 8 intervistati su 10 dichiarano di spegnere le luci se non sono in una stanza; si chiude il rubinetto mentre ci si lavano i denti o ci si insapona in 7 case su 10; oltre la metà ha assunto abitudini virtuose come utilizzare la lavatrice e la lavastoviglie solo a pieno carico, chiudere le finestre se il riscaldamento o il condizionatore sono accesi, usare la luce solare invece di quella elettrica quando possibile.
Un’attitudine anti-spreco che si conferma anche nell’uso delle apparecchiature: nella maggior parte dei casi l’elettrodomestico si cambia solo quando ormai non ce la fa più, e lo si fa tenendo bene in considerazione le classi energetiche di consumo del nuovo acquisto.
La casa è al centro
Quasi nove italiani su 10 hanno sentito parlare del superbonus del 110% varato dal governo, ma solo la metà pensa di usufruirne. In effetti le migliorie alla casa hanno un ruolo sempre più centrale anche nelle spese familiari: la smart home è ancora un desiderio, più che una realtà, ma ben il 34% degli italiani conta di spendere di più in energia elettrica e nella cura della casa, contro appena il 13% che lo farà per affitti e mutui.
Interrogati su qual è l’elettrodomestico di cui non potrebbero proprio fare a meno, i consumatori scelgono la lavatrice, mettono al secondo posto il frigorifero e solo in terza posizione la tv, che è però l’apparecchio che la maggior parte (il 36%) conta di cambiare nel 2021.
Auto elettriche, un sogno
Solo il 6% degli intervistati afferma di possedere un’auto elettrica, ben il 25% pensa di acquistarla ma la maggioranza relativa, il 42%, pur desiderandola non può permettersela. Motivazioni che si riflettono nello scarso interesse ad attivare un impianto di ricarica domestica.
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