Nel 2021 abbiamo raggiunto un altro risultato importante: l’utile infatti ammonta a 25,5 milioni, al netto di imposte di circa 17 milioni di euro, che rappresentano un importante contributo all’erario italiano.
All’interno del risultato complessivo della gestione registriamo una serie di prudenze, che, con una visione ed un approccio lungimirante, la Cooperativa ha preso per cercare di avere una situazione più tranquilla nei prossimi anni, che saranno sicuramente molto impegnativi. È importante sottolineare che i costi associati al tragico evento di Ponte a Greve, sono tutti inseriti nel bilancio 2021, escluso quelli di ricostruzione che troveremo negli ammortamenti dei prossimi anni.
Mi sento di esprimere un ringraziamento a tutta l’organizzazione, perché i risultati sono il frutto di un lavoro di squadra. I risultati conseguiti rafforzano il nostro patrimonio netto, che ora ammonta a un miliardo e 700 milioni e che copre interamente il prestito sociale (circa un miliardo e mezzo).
Bastano questi dati a far comprendere la solidità patrimoniale della nostra Cooperativa, che noi abbiamo ereditato e che abbiamo la responsabilità di trasferire, magari rafforzandola, a chi verrà dopo di noi.
LO SCENARIO
Siamo di fronte ad un contesto difficile dal punto di vista economico, sociale, politico e, aggiungo, anche distributivo.
La distribuzione, in Italia, si trova ad affrontare una fase d’inevitabile selezione del mercato, dove i soggetti meno strutturati e solidi, rischiano di lasciare spazio a formule e organizzazioni più strutturate ed efficienti. Con l’inflazione che continuerà a crescere nei prossimi mesi, ci troveremo ad affrontare un contesto di “stagflazione”, ovvero una domanda che cala e i prezzi che continuano, almeno nel breve, a salire, finché l’equilibrio tra domanda ed offerta non ritroverà il suo equilibrio.
Equilibrio non scontato e sicuramente ben diverso rispetto a quello che conoscevamo fino a qualche tempo fa, prima che la pandemia e ora la guerra, mettessero in evidenza le fragilità di un sistema economico mondiale che non funziona più, dove la ricchezza è fortemente concentrata e sbilanciata verso pochi soggetti a discapito degli altri.
Il rischio concreto è quello di passare da un’emergenza prima sanitaria ora economica, a una sociale. La cooperazione di consumo, quindi, può tornare ancora più attuale perché nasce proprio per questo: difendere gli interessi dei più deboli, in primis la tutela del potere d’acquisto delle famiglie.
Purtroppo, negli ultimi anni, la Cooperazione ha sofferto un effetto omologazione ad altre insegne del mercato distributivo. Non è il nostro caso, perché chi ci ha preceduto ha avuto la consapevolezza di voler stare davanti sui temi fondanti e distintivi, come appunto la tutela dei soci e clienti, cercando anche di condizionare gli altri, come avviene con l’effetto calmiere sui prezzi nella nostra regione.
La crescita del discount rischia di insidiare il ruolo statutario e l’identità della Cooperativa, mettendo in discussione anche la missione e la finalità del modello Cooperativo stesso. Questa è la minaccia che abbiamo visto qualche anno fa, quando abbiamo deciso di cambiare strategia e non lasciare spazio a questa formula distributiva. Se vogliamo avere l’ambizione di essere leader e competere con qualsiasi formato di vendita, dobbiamo avere la consapevolezza di dover rimanere davanti e correre più degli altri.
Il sistema cooperativo si è interrogato su come affrontare questa situazione. L’evoluzione del prodotto a marchio, con questa portata strategica, si pone l’obiettivo di dare slancio alla nostra insegna e rafforzare la nostra identità, creando un legame stretto con i Soci ed i consumatori fatto di qualità, sicurezza e garanzie che trovi solo nei nostri negozi.
LA NAVIGAZIONE
Molti economisti, per rappresentare la grave crisi che sta caratterizzando l’intero pianeta, definiscono questo periodo come la “tempesta perfetta”.
Quando si trova in un mare in tempesta, servono alcuni elementi per non perdere la rotta: la solidità, sulla quale, come abbiamo visto, la nostra impresa può contare, il credere in quello che si fa, l’entusiasmo per affrontare una nuova sfida e la squadra, perché affrontarlo insieme è molto meno rischioso che farlo singolarmente.
È importante, in questa navigazione, non perdere di vista quali sono i nostri punti di approdo, quegli obiettivi che ci siamo dati già da un po’ di tempo, come: il superamento di una eccessiva concentrazione dell’utile commerciale nelle grandi strutture, il superamento della politica piatta (cambiando il marketing mix dei nostri formati compreso anche quello tra continuo e promo), l’attualizzazione dell’offerta in funzione della domanda e il recupero di quote di mercato.
Ci sono due fari nel condurre la nostra attività che, in questo mare in tempesta, non dobbiamo mai perdere di vista e tantomeno metterli in discussione: i nostri VALORI e i nostri SOCI.
Per raggiungere l’obiettivo dell’incremento delle quote di mercato, tenendo in equilibro il conto economico della Cooperativa, dobbiamo perseguire “vendite sane”; le vendite sottocosto, quelle fatte ai cosiddetti accaparratori, finanche i buoni pasto, non creano valore, anzi rischiano progressivamente di portarlo via.
Dobbiamo, quindi, ricercare vendite virtuose, riscoprendo la vocazione fondamentale del nostro mestiere che è l’arte del venditore, di quella persona che vuole vendere qualcosa in più, senza necessariamente forzare i consumi, in risposta ai bisogni reali dei consumatori. Inoltre, ci sono altre leve che possiamo mettere in campo per aumentare le nostre vendite e che non siano solo le promozioni: la tenuta del punto vendita, la pulizia e il decoro, il rifornimento ottimale degli scaffali, la freschezza dei prodotti, le scadenze adeguate e, soprattutto assortimenti calibrati in funzione del ruolo dei punti vendita sul territorio.
In merito a quest’ultimo punto, l’obiettivo dell’evoluzione del prodotto a marchio è quello di migliorare la nostra proposta per soddisfare maggiormente i bisogni di Soci e clienti, trovando un equilibrio con l’esigenza di semplificazione che un’organizzazione deve sempre perseguire all’insegna dell’efficienza, indispensabile per mantenere bassi i costi di gestione e conseguentemente anche i prezzi di vendita.
Per fare questo ci sono tre pilastri assortimentali fondamentali: il nostro prodotto a marchio Coop, i prodotti della industria di marca, “riconosciuta” come tale, perché non tutte hanno lo stesso valore sullo scaffale e nella spesa dei consumatori, e i prodotti del territorio.
Infine, nella componente delle vendite c’è il peso specifico delle persone, che devono essere adeguatamente motivate, coinvolte, formate e informate per supportare al meglio la nostra proposta.
LOTTA AGLI SPRECHI
Lavorare sulla struttura dei costi è irrinunciabile, perché, nei prossimi anni, i ricavi che produrremo potrebbero non bastare per coprire i costi. Le rotture/avarie e ammanchi inventariali pesano per 25 milioni nel bilancio del 2021, cifra che corrisponde al nostro utile finale.
Dobbiamo affrontare questa criticità con lo spirito del buon padre e madre di famiglia, partendo da un approccio culturale su questo tema. È essenziale fare attenzione agli sprechi e ai costi anche più banali, perché da lì dobbiamo ripartire con autocontrollo e controllo reciproco, da esercitare in modo ancora più puntuale rispetto al passato. Non possiamo cedere alla logica dell’impossibilità di migliorare un risultato già eccellente perché abbiamo tutte le condizioni per poterlo fare. Dobbiamo realizzarlo tutti insieme, ognuno di noi deve sentire un pezzetto di missione e responsabilità della nostra Cooperativa.
Malgrado la difficoltà che andremo ad affrontare sento, citando Gramsci, “da una parte il pessimismo della ragione legato ai numeri e dell’altra l’ottimismo della passione e della volontà” perché questo gruppo ha dimostrato di saper affrontare tutte le sfide che di volta in volta si è trovato davanti.
Credo nelle nostre possibilità e sono convinto che quando la tempesta sarà passata, mentre navigheremo in un mare più tranquillo ci guarderemo in faccia e lì ci renderemo conto di aver raggiunto il nostro vero obiettivo: quello di lasciare la barca a coloro che arriveranno dopo di noi e che si troveranno, a loro volta, a solcare mari in tempesta, ma forti di tutto quello che noi saremo riusciti a trasferire loro come testimone.
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