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I tesori del territorio

Scopriamo i pomodori e la loro coltivazione sostenibile.

Succosi, versatili e ricchi di sapore: i pomodori sono tra i protagonisti indiscussi dell’estate italiana. Coltivati in terre particolarmente vocate, questi ortaggi rappresentano il connubio perfetto tra tradizione agricola, attenzione all’ambiente, alla ricchezza nutrizionale e, non ultima, alla tracciabilità.

Quali sono le varietà più pregiate, le zone di produzione più rinomate e i benefici per la salute? 

L’Italia vanta un’antica tradizione nella coltivazione del pomodoro, favorita da condizioni climatiche e pedologiche ideali. Dalla Campania con il celebre San Marzano, alla Sicilia con il Pachino IGP, passando per la Puglia e la Calabria, fino ad arrivare alla nostra regione, dove sono state sviluppate tecniche di coltivazione rispettose dell’ambiente e delle peculiarità del terreno.

La coltivazione dei pomodori in terre vocate non è solo una questione di qualità organolettica, ma anche di rispetto per l’ambiente. Sempre più aziende agricole adottano pratiche sostenibili per preservare il territorio e ridurre l’impatto ambientale.

Durante l’estate, i banchi dei nostri negozi si arricchiscono di numerose varietà di pomodori, ognuna con le sue caratteristiche distintive; in questo numero del MYU ne conosceremo due delle più rilevanti del nord della nostra regione.

POMODORO CANESTRINO LUCCHESE PRESIDIO SLOW FOOD

Un’antica tradizione lo vede legato alla coltivazione negli orti per il consumo familiare o alla vendita locale sui mercati cittadini. Ogni famiglia, di generazione in generazione, conservava gelosamente i propri semi, e fino alla fine degli anni ’60 il canestrino era ancora molto diffuso. Poi, con l’arrivo delle varietà costolute ibride, è stato in parte abbandonato.
Per fortuna, grazie ad alcuni “agricoltori custodi”, che si sono tramandati i semi, questa varietà si è salvata e nel 2015 è stata iscritta nel registro della biodiversità della Regione Toscana.

Le sue peculiarità
Si presenta nella tradizionale forma “a canestro”, da cui prende il nome, con il caratteristico colore verde della parte alta della bacca, che persiste anche a piena maturazione, unito a piccole crepature poco sotto l’attaccatura del picciolo. Queste apparenti imperfezioni estetiche, in realtà, possono essere considerate una sorta di marchio di fabbrica.
La coltivazione prevede solo concime organico ed esclude il diserbo chimico.

La raccolta si effettua dalla fine di maggio all’autunno inoltrato. Il prodotto è caratterizzato da una polpa morbida, consistente, poco acquosa e con pochi semi; la buccia è sottile e il sapore dolce.
È ottimo ben maturo nell’insalata, per il suo profumo intenso e gusto deciso, ma vocato anche alla preparazione di sughi freschi e conserve, data la scarsa presenza di acqua.

Il Presidio Slow Food
È stato dato questo riconoscimento per distinguere, valorizza-re e promuovere questa antica varietà, coinvolgendo l’intera filiera produttiva, dai custodi dei semi ai vivaisti che preparano le piantine, agli agricoltori locali che negli anni non hanno mai abbandonato questa produzione, anche se più delicata e impegnativa rispetto al costoluto ibrido.

Area di produzione
Comuni di Lucca, Capannori, Porcari, Altopascio, Montecarlo, Camaiore, Massarosa e Viareggio in provincia di Lucca, San Giuliano Terme e Vecchiano in provincia di Pisa.

IL POMODORO NERO

È stato il risultato di un incrocio tra il pomodoro Anthocyanin Fruit (Aft), dai frutti violacei, e quello chiamato Atroviolacea (atv), nel quale solo le foglie sono ricche di antociani, le molecole antiossidanti tipiche dell’uva e dei frutti di bosco.

Le sue peculiarità
Il pomodoro nero è ricco di antiossidanti, in particolare di antociani, che sono responsabili del suo colore scuro. Gli antociani sono noti per la loro capacità di combattere i radicali liberi, riducendo così il rischio di malattie croniche come il cancro e le malattie cardiovascolari.
Il sapore è distintivo per l’armonia tra dolcezza e aroma fruttato. I pomi sono riuniti in lunghi grappoli e la loro polpa è croccante dal colore rosso carico.

La pianta ha un ciclo tardivo, con raccolta circa due settimane dopo gli altri pomodori di piccola taglia.
Ne abbiamo parlato con Andrea Cupo, Ispettore, Andrea Bellina, Caporeparto Ortofrutta del Supermercato di Pisa Porta a Mare, e Laura Bracaloni della Cooperativa L’Unitaria.

Andrea Bellina, Caporeparto Ortofrutta del Supermercato di Pisa Porta a Mare.
Andrea Cupo, Ispettore Ortofrutta.

 

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