Continua la rivoluzione sostenibile dei nostri punti vendita
La grande novità, avviata nel mese di giugno e confermata iera con la conferenza stampa in diretta streaming dal Coop.fi di Novoli, riguarda la campagna “L’ambiente non è usa e getta”, con cui la nostra Cooperativa ha detto addio ai prodotti in materiale plastico monouso. Le buone notizie per l’ambiente però non finiscono qui, perché sono stati introdotti i nuovi sacchetti a ridotto impatto ambientale della forneria prima e della gastronomia poi. Ne parliamo con il Responsabile Acquisti di Unicoop Firenze, Simone Cicognola.

Dal primo giugno non vendiamo più prodotti usa e getta. Quanto lavoro c’è dietro a una campagna di questo tipo?
È un processo che parte da lontano. In questi mesi abbiamo presidiato le fiere più importanti, ascoltato i diversi rappresentanti delle associazioni delle categorie coinvolte in questo cambiamento e contattato tutti i maggiori produttori nazionali e internazionali. Per la sostituzione dei prodotti monouso in plastica, fermarci ad un unico materiale o tema a livello di innovazione tecnologica, sarebbe stato riduttivo. Rispetto a dieci anni fa ci sono in campo una quantità di risorse e di sforzi in tema di ricerca e sviluppo che le novità escono quasi settimanalmente.
Per questo stiamo continuando a lavorare cercando di stare attenti a quelle che sono le nuove tecnologie e i nuovi materiali.
Per quanto riguarda il cambiamento relativo agli incarti, ci puoi dire qualcosa a riguardo?
Per prima cosa dobbiamo comprendere che lo scopo primario di un packaging è assicurare la qualità e la sicurezza di un prodotto, proteggendolo lungo l’intera filiera fino al consumo. In molte occasioni sostituire prodotti che vengono recriminati e considerati inquinanti, produce degli sprechi alimentari enormi e un cibo che si butta è “insostenibile”. Oltre che cercare materiali biodegradabili e compostabili, bisogna entrare anche nella logica del non buttare più, ovvero di riutilizzare, riusare e riciclare, educando verso questo tema.

I vecchi incarti come’erano composti?
Avevamo degli incarti difficili da gestire per quanto riguarda il riciclo, in quanto composti, per esigenze di prodotto, oltre che da carta, anche da altri materiali non biodegradabili quindi da smaltire separatamente.
La composizione dei vecchi incarti:
- Sacchetti con finestra forneria carta + polipropilene (plastica)
- Sacchetti politenati forneria carta + polietilene (plastica)
- Carta accoppiata da banco carta + polietilene HD (plastica)
- Sacchetti Alluminati gastronomia carta + alluminio

I nuovi sacchetti invece come saranno composti?
In questi mesi abbiamo lavorato per cercare di riconvertire, dove possibile, i materiali attualmente utilizzati in prodotti ad impatto ambientale il più basso possibile. Abbiamo ottenuto le certificazioni di compostabilità e biodegradabilità per questo tipo di incarti e possiamo affermare che l’impatto ambientale sarà prossimo allo zero. In altri casi (sacchetti politenati/antigrasso per prodotti unti), abbiamo modificato la composizione dei materiali affinché possano essere riciclati nella carta. Possiamo anche anticipare che, entro l’estate, cambieremo anche quest’ultimi poiché abbiamo avuto conferma recentissima della certificazione di biodegradabilità e compostabilità anche per questi tipi di incarti.
La composizione dei nuovi incarti:
- Sacchetti con finestra forneria carta + PLA (biodegradabile e compostabile)
- Sacchetti politenati forneria carta + antigrasso (da smaltire nella carta)
- Carta accoppiata da banco carta + MaterBi (biodegradabile e compostabile)
- Sacchetti gastronomia carta (da smaltire nella carta o nell’umido)

Per quanto riguarda i prodotti certificati come biodegradabili e compostabili non basta utilizzare materie prime già certificate, ma una volta lavorate bisogna avviare di nuovo il processo di certificazione sul prodotto finito che deve superare tutti i test. Grazie a questo processo, tutti i nuovi incarti accoppiati a bioplastiche, oltre ad assicurare la stessa qualità e sicurezza al prodotto, hanno avuto la certifi cazione Ok Compost di TUV che ne attesta le effettive caratteristiche.
Non sono cambiati solo i materiali, ma anche la comunicazione su di essi giusto?
Tutti i sacchetti hanno come motivo dominante la parte legata all’ambiente, inoltre è stata l’occasione per valorizzare e, allo stesso tempo, semplificare le immagini dei prodotti in essi contenuti. In particolare due sono le evidenziazioni a tema ambientale: comunicheremo ben in evidenza che il sacchetto è biodegradabile e abbiamo aumentato lo spazio riservato alle certificazioni, in modo che siano ben visibili.
Cos’altro abbiamo fatto, oltre ai sacchetti della forneria e gastronomia a livello di packaging?
Abbiamo rivisto i progetti di packaging per cercare di eliminare le situazioni di over packaging. In molti casi, gli articoli avevano dei pesi e degli spessori che erano decisamente superiori a quelli che effettivamente servivano per poter proteggere e preservare il prodotto all’interno dell’intera filiera. Per cui sono stati abbassati spessori, volumi e con annesso relativi costi, per cercare di utilizzare meno plastica possibile e quindi di ridurre l’impatto ambientale.
Per il futuro, a che altri progetti stiamo lavorando?
Abbiamo individuato delle macro aree sulle quali muoverci e individuato delle linee guida di massima. Stiamo facendo vari test per arrivare ad avere il giusto equilibrio tra un packaging che sia sostenibile dal punto di vista economico-ambientale e allo stesso tempo che assolva il suo compito.
L’impegno della Cooperativa per la tutela dell’ambiente parte da lontano, l’idea è quella di continuare su questa strada. Come non mai c’è una sinergia di forze, anche a livello politico e sociale, che spingono nella stessa nostra direzione. Obiettivi che qualche anno fa sarebbero stati impossibili, ora possiamo arrivare a realizzarli.
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