lunedì , Gennaio 12 2026

I bei ricordi di Lucia

La nostra collega del negozio dell’Antella va in pensione.

Il negozio è pieno di persone, le vetrate illuminano la merce sugli scaffali e il sorriso di Lucia Venturi.
Il Direttore, Giuliano Manicardi, ci presenta prima di procedere con la nostra chiacchierata, mentre la nostra ormai ex collega viene inondata dai saluti di clienti e colleghi.

Io non volevo una festa perché, se da un lato mi rendeva felice, dall’altro lato sapevo che sarebbe stato difficile pensare al “dopo”, che voleva dire stare a casa e, nella mia mente, “vecchiaia”, o meglio: pensione uguale vecchiaia!

Io sono un tipo allegro, sorridente, solare e immaginare di non avere più l’impegno degli orari, del turno presto la mattina, mi spaventa perché, nonostante tutto, io venivo volentieri a lavorare!

Diciamo la verità, il nostro lavoro è fatto molto anche dal contatto con i clienti: qui siamo più un paese e quindi è come essere dal Parroco, in chiesa, dal farmacista…i clienti ti vengono a raccontare ogni cosa!
Quindi non ero “pronta” per la festa.
Alla collega con cui sono entrata insieme a lavorare in questo negozio, mi ero raccomandata di non organizzare niente.
Le ho addirittura detto che avrei timbrato l’uscita, per l’ultima volta, e non sarei andata a salutare nessuno, perché sono sensibile e avrei sicuramente pianto.
Poi, la mattina del mio ultimo giorno, arrivo e trovo i festoni davanti di mia cassa con scritto “Finalmente in pensione”,
i palloncini, insomma, una fiera!
I colleghi e i clienti hanno avuto tutti un pensiero carino per me, anche il Sindaco è venuto a salutarmi.

La tua vita in Cooperativa si è conclusa nel negozio di Antella, sei sempre stata qua?
Ho iniziato dal Galluzzo, poi Tavarnuzze e sono arrivata qua dopo qualche scambio in altri negozi, cosa molto importante, perché ti apre la mente come quando viaggi, vedi cose nuove che puoi rifare. Ho girato un po’ tutti i reparti: Macelleria, Gastronomia e Forneria. Dove c’era bisogno, io andavo.
Mi sono anche divertita tanto: ho imparato a disossare, è stato un piacere per me!
È bello perché ti rimane, è come imparare ad andare in bicicletta, una volta fatto, non lo dimentichi più.
Lavorare la carne mi è piaciuto: all’epoca non arrivava la mezzana pretagliata e ho avuto colleghi, adesso in pensione o a Gavinana, che mi hanno insegnato: ho “rubato” anche molto con gli occhi da chi era bravo, e nel mio piccolo ho cercato di imparare.
Nel tagliare la bistecca facevo un pochino fatica, essendo di piccola statura, però mi dava una grande soddisfazione!

Un saluto?
Sì, voglio ringraziare tutti, il Direttore Giuliano e la Cooperativa per questa intervista che ho fatto con molto piacere, dove abbiamo ricordato insieme tanti bei momenti della mia vita in Unicoop Firenze.

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