La campagna “Alleviamo la Salute” parte dalla consapevolezza che anche dal benessere animale dipende la salute umana. Il progetto prevede, infatti, di migliorare le condizioni di allevamento, per eliminare o ridurre l’uso degli antibiotici, così da limitare il fenomeno dell’antibiotico resistenza, particolarmente grave in Italia.
COS’È L’ANTIBIOTICO RESISTENZA
Per antibiotico resistenza s’intende la proliferazione di batteri capaci di resistere ai trattamenti antibiotici. Si tratta di una grande emergenza sanitaria perché vengono rese inefficaci le terapie per uomini e animali (come riportato nel rapporto dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità).
Cause
- Uso eccessivo e improprio degli antibiotici in medicina umana.
- Uso eccessivo e improprio degli antibiotici in zootecnia (l’Italia è al terzo posto in Europa) e conseguente accumulo di antibiotico nelle persone, anche attraverso il consumo di alimenti di origine animale.
Effetti
- In Europa si registrano circa 25mila morti l’anno.
- In Italia si registrano fra i 5mila e i 7mila morti l’anno.
- Si stima che entro il 2050 le infezioni da microbi resistenti agli antibiotici potrebbero essere la prima causa di morte nel mondo.
COSA OCCORRE FARE
La problematica richiede un insieme di azioni coordinate a livello internazionale e multidisciplinare che coinvolga tutti gli attori della filiera produttiva. Diverse organizzazioni nazionali e internazionali, compresa l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), indicano che oggi è possibile ridurre l’uso degli antibiotici negli allevamenti, implementando il livello del benessere animale.
L’IMPEGNO DI UNICOOP FIRENZE
La Cooperativa sta lavorando attivamente per contribuire a limitare l’antibiotico resistenza. Abbiamo intervistato in proposito Carlo Calusi, Business Manager Carni di Unicoop Firenze.
Buongiorno Carlo. A che punto è il progetto e quali sono le ultime novità?
Il progetto si è sviluppato fi no a comprendere quasi tutte le categorie. Ad oggi manca solamente il tacchino che arriverà entro l’autunno. Con l’entrata del tacchino, avremo un assortimento completo di carni a marchio Coop impattate dal progetto “Alleviamo la Salute”. Le ultime novità, invece, sono l’ingresso del suino a gennaio 2018 e ultimissimo, a febbraio, il vitello, privi di antibiotici dagli ultimi 4 mesi di vita. Scientificamente, infatti, non si evidenziano residui di antibiotico dopo quattro mesi dall’ultima assunzione del farmaco. A questo si associa la provenienza totalmente nazionale di queste due categorie.
Come stanno andando le vendite di questi prodotti? Che riscontro c’è da parte di Soci e clienti su questa tipologia di prodotti e in generale sulla campagna?
Dopo anni di difficoltà le vendite danno segnali di ripresa. Unicoop Firenze ha chiuso positivamente il 2017 in controtendenza con il mercato di riferimento. Anche nei primi quattro mesi dell’anno le vendite sono state positive. È cambiato il paradigma di come si parlava delle carni, ovvero solo in modo negativo sotto tutti i punti di vista: ambientale, etico e salutistico. Questo progetto ha avuto anche il merito di tornare a far parlare delle carni in termini positivi. Inoltre si stanno organizzando degli incontri alle sezioni Soci per presentare a Soci e cittadini il progetto e la sua valenza. Un aspetto importante di questa campagna è proprio la diffusione delle informazioni. Abbiamo registrato un fortissimo interesse da parte di Soci e clienti su questi argomenti. Mi preme sottolineare che Unicoop Firenze si è fatta promotrice di questa iniziativa, insieme a Coop Italia, e la concorrenza ci sta arrivando solo ora e parzialmente. Noi invece siamo partiti con questo progetto negli ultimi mesi del 2016 con gli avicunicoli speciali, per poi concretizzare l’intervento nei primi mesi del 2017 con tutta la polleria Coop e poi il resto delle categorie. Si può dire quindi che le nostre scelte stanno condizionando il resto del mercato.
Con gli allevamenti invece cos’è cambiato?
Sicuramente abbiamo condizionato il modo di lavorare degli allevamenti. Prima allevare significava “convertire” del mangime in proteine animali. Oggi invece si guarda al benessere animale e l’allevatore si deve mettere nella condizione di non fare uso di antibiotici o farlo secondo i nuovi protocolli. Questo progetto impatta su vari aspetti, per riuscire a non intervenire con questi medicinali. Gli animali sono allevati in spazi più ampi, diminuendo così la probabilità di trasmissione delle malattie; le razze selezionate sono più longeve e resistenti e la gestione complessiva degli allevamenti è molto migliorata. È preferibile l’utilizzo della prevenzione tramite vaccini a discapito di trattamenti di somministrazione preventiva di antibiotici. Si sta lavorando quindi a monte, affinché si migliorino le condizioni di vita degli animali. Infatti, animali che vivono meglio hanno meno bisogno di essere curati. Il loro benessere equivale a una loro maggiore salute e a una maggiore salubrità e qualità per noi del prodotto finito.
Qual è stata la parte più complessa del lavoro?
Il progetto è complesso per sua natura, perché va a incidere su allevamenti che in Italia sono per la maggior parte intensivi. E questo è stato l’aspetto più difficile del progetto: far cambiare agli allevatori le abitudini di allevamento. Oltre a questo, un rischio è quello di banalizzare il progetto. Dobbiamo sapere che Unicoop Firenze ci ha investito e ci sta investendo moltissimo. Questo ci deve far comprendere l’importanza che il tema riveste per la nostra Cooperativa. La sfida avviene anche in punto vendita: è importante far capire a Soci e clienti lo sforzo che stiamo compiendo per offrire prodotti di maggiore qualità.
Quali sono i prossimi passi?
Gli obiettivi sono quelli di arrivare ad avere una gamma completa di prodotti Coop “antibiotic free”, cosa che accadrà con l’arrivo del tacchino, e ottenere che anche i bovini (vitello, vitellone, scottona) e i suini siano senza antibiotici fi n dalla nascita e non soltanto dagli ultimi quattro mesi di vita come avviene adesso. Oltre a questo la prossima frontiera è il pesce. Ci stiamo già lavorando e, oltre all’allevato Coop Toscano, anche l’allevamento di Capraia, uno dei nostri fornitori, non fa uso di antibiotici. Stiamo aspettando le opportune certificazioni per poterlo comunicare.

UNA NUOVA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE
È ripartita la nuova campagna di sensibilizzazione sul tema dell’antibiotico resistenza. Si sta svolgendo, dai primi di maggio, un nuovo ciclo di incontri presso le sezioni Soci, con l’obbiettivo di fornire una corretta informazione su questo importante argomento. Abbiamo intervistato in merito Tommaso Perrulli, Referente per la Direzione Soci del progetto “Alleviamo la Salute”.
Buonasera Tommaso. Da cosa nasce l’esigenza di questa campagna di sensibilizzazione?
L’antibiotico resistenza noi l’abbiamo approcciata come campagna nell’autunno 2017, in concomitanza con l’arrivo a scaffale dei prodotti a marchio Coop senza antibiotici. Abbiamo pensato di sviluppare una campagna di sensibilizzazione che, attraverso una serie di incontri nelle sezioni Soci, raccontasse che cos’è l’antibiotico resistenza, per andare in parallelo rispetto all’esperienza di acquisto di Soci e consumatori, e rispetto a ciò che accade all’interno dei punti vendita.
Da chi sono tenuti questi incontri e quali sono i contenuti trattati?
Abbiamo incontrato la collaborazione del dottor Tulli, referente di un team di medici epidemiologi che studiano il tema dell’antibiotico resistenza, i quali ci hanno fornito il loro contributo scientifico rispetto alla parte medica delle presentazioni. La tematica è molto seria e lo staff che ci lavora dal punto di vista medico è autorevole a livello mondiale. Durante gli incontri questi medici, che solitamente non fanno divulgazione scientifica, ma ricerca, spiegano che cos’è l’antibiotico resistenza e cosa significa nella vita di tutti i giorni. L’attenzione verte quindi su questa problematica, dalla quale si origina tutta la decisione di riconvertire la filiera degli allevamenti e da cui nasce anche il concetto del benessere animale, come strettamente collegato alla salute delle persone, che è l’elemento centrale della campagna. Durante il secondo ciclo di incontri dedicati al tema, ripartiti a maggio di quest’anno, si è pensato di completare le informazioni, raccontando anche in cosa consiste il controllo qualità di Unicoop Firenze, soprattutto per quanto riguarda le carni. Vantiamo, infatti, un Centro Freschi all’avanguardia che esegue numerosissimi controlli, che si sommano a quelli dei nostri fornitori e a quelli di Coop Italia. Abbiamo deciso di raccontare, attraverso i numeri, questo impegno rispetto al controllo qualità, anche per rispondere a dei ragionamenti che erano emersi in maniera sottesa durante il primo ciclo di incontri, in merito a una sorta di pregiudizio sulla genuinità e bontà dei prodotti freschi provenienti dalle fi liere industriali della grande distribuzione organizzata. Le informazioni che forniamo vogliono sfatare le campagne allarmistiche che vengono fatte rispetto alle grandi catene produttive, evidenziando anche la nostra identità che si manifesta nell’impegno di garantire a Soci e clienti un alto livello di sicurezza alimentare. Perché se c’è un’organizzazione in grado di certificare le filiere, quella siamo proprio noi, che siamo grande distribuzione Cooperativa. In questo secondo ciclo di incontri abbiamo inserito anche la proiezione di un filmato girato negli allevamenti che già fanno parte della filiera “Alleviamo la salute”, e quindi presentano tutti quegli accorgimenti che sono elementi di novità e miglioramento, sia dal punto di vista degli spazi che dal punto di vista dell’approccio veterinario. In alcuni casi addirittura vengono direttamente gli allevatori a raccontare e testimoniare che cosa significa davvero attivare una filiera incentrata sul benessere animale. L’idea, infatti, è proprio quella di rendere tangibile ciò che stiamo facendo: essere un presidio in termini di qualità dei consumi, lavorando in maniera fattiva e diretta sui prodotti, e non soltanto facendo delle campagne sugli stili di vita e sulla consapevolezza. Infine, visto che questi prodotti li vendiamo, si è pensato di inserire un buono sconto di 3 euro da consegnare ai partecipanti, non tanto come incentivo alla partecipazione agli incontri, ma piuttosto come leva per agire un comportamento corretto dal punto di vista della salute. Perché, non ci dimentichiamo, lo scopo di questi incontri rientra nell’approccio educativo rispetto al consumo e al consumatore che la Cooperativa tenta di avere.
Quali sono i messaggi più importanti di questa campagna, da veicolare ai nostri dipendenti?
Intanto di partecipare. Abbiamo mandato un invito sia ai direttori d’area sia a tutti i direttori di punto vendita. I negozi, infatti, sono parte in causa, perché durante gli incontri sono previsti degli assaggi a cura del punto vendita. L’assaggio è un elemento esperienziale molto importante, presente anche nel primo ciclo di eventi. Durante questo nuovo ciclo di incontri però, diversamente da quanto accadeva, sono I colleghi dei punti vendita che vengono a offrire i prodotti da assaggiare, per rendere questi appuntamenti anche un’occasione di contatto diversa da quanto avviene in negozio, con i tempi spesa contingentati, e permettere così una comprensione maggiore del valore di certi prodotti, attraverso un diverso approccio alla relazione.
Che riscontro hanno avuto questi incontri tra le persone che hanno partecipato?
Gli incontri sono sempre molto dialettici. Infatti, anche se le tematiche sono serie, l’approccio che abbiamo voluto dare è quello di avvicinare il più possibile questi temi alle persone, per permettere a tutti di comprendere bene di cosa si parla e poter instaurare un dialogo. La partecipazione è buona: mediamente a questi incontri partecipano 50/60 persone, che non è assolutamente poco rispetto a una tematica che non è nota né diffusa dai media tradizionali. Si tratta di un intervento capillare sul territorio: su 38 sezioni Soci, 33 sono quelle che verranno coinvolte da questa campagna di sensibilizzazione. È forse la prima volta, al di là delle assemblee di bilancio, che si toccano tutti i territori su un aspetto specifico. Rispetto alla partecipazione abbiamo puntato non tanto sulla quantità, quanto sul fare degli incontri quanti-qualitativi, dove le informazioni arrivassero in maniera dettagliata a un buon numero di persone, ma che fosse allo stesso tempo presente anche chi poteva dialogare, porre degli interrogativi e diffondere a sua volta consapevolezza su questi temi all’interno dei propri circuiti di appartenenza. Infatti, un obiettivo della campagna è stato quello di coinvolgere il circuito salute dei territori, attraverso tutte quelle persone “portatrici di interessi” collettivi e condivisi. Queste persone non sono ascoltatori passivi perché a loro volta diffondono questi argomenti nei loro circuiti di provenienza, creando un elemento di rete importante. Già dai primi di maggio si stanno svolgendo questi incontri.
Ecco le date degli ultimi appuntamenti in programma:
25 maggio
San Giovanni V.no Coop.fi Sala Soci
ore 17.30
28 maggio
Volterra Coop.fi via Ricciarelli Sala Soci
ore 17.30
31 maggio
Campi Bisenzio Coop.fi Sala Soci
ore 17
14 giugno
Pontassieve Coop.fi Sala Soci
ore 17
14 giugno
San Casciano Palazzo comunale Sala consiliare
ore 16

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