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“Alla cassa dici aiuto!”: inaugurata la scuola di Cittareale

È Il primo edificio definitivo ricostruito dopo il sisma del 24 agosto. La scuola di Cittareale, un paese del reatino di 450 abitanti, adesso è realtà grazie anche al cuore generoso di Soci, clienti e dipendenti di Unicoop Firenze.

“A Cittareale è stato fatto qualcosa di pazzesco, un miracolo” racconta Nicola Fredducci, assistente energia impianti e ambiente della Cooperativa, accorso nel paesino terremotato in veste di Responsabile tecnico operativo per il progetto della ricostruzione di Misericordie d’Italia.

Partiamo anzitutto dal contesto. Quando sei arrivato cosa ti sei trovato davanti?
Non è molto semplice descrivere quello che ho visto nei giorni immediatamente successivi al sisma (io sono andato infatti il 27). Come Misericordie siamo andati a montare e gestire la tendopoli di Sant’Angelo di Amatrice, una piccola frazione completamente rasa al suolo. Abbiamo trovato situazioni di estrema sofferenza, persone a cui è cambiato la vita in meno di un’ora. Quando vedi la disperazione nel volto degli altri, pensi soltanto a fare del bene. Non potevamo fare altro che abbracciarle e aiutarle, con lo scopo di ricreare un clima di normalità, anche se molto difficile. In linea con questo stato d’animo, ho pensato subito ad adoperarmi per dare una mano in maniera tangibile.

Com’è nata l’idea di convogliare le donazioni per costruire una scuola?
L’idea ha sposato l’esigenza del Governo nel ricostruire subito le scuole. Unicoop Firenze si era immediatamente impegnata attivando le donazioni alle casse. Si sono uniti gli sforzi per creare una collaborazione congiunta tra Unicoop Firenze e Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che hanno convogliato le donazioni raccolte in un conto di Misericordie dedicato allo scopo di realizzare velocemente una nuova scuola a Cittareale.

Come avete proceduto per costruire la scuola?
Abbiamo fatto una convenzio
ne a tre con i donatori, che sono Unicoop Firenze, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e Misericordie: queste ultime sono diventate soggetto committente e appaltatore, hanno scelto la ditta e hanno assunto la responsabilità operativa e la supervisione dei lavori.
Il progetto è piaciuto subito anche al Ministero: lo scopo principale era riaprire l’attività didattica il prima possibile. Ci siamo adoperati affinché questi soldi rispettassero i desiderata del MIUR e che non si adottassero soluzioni temporanee di emergenza: quella scuola starà lì per molto tempo ed è una struttura definitiva a tutti gli effetti.

Un progetto fatto in tempi rapidi e in totale trasparenza…
In 4 settimane abbiamo costruito la scuola, dal 3 ottobre, quando l’Esercito è entrato in cantiere, fino ai primi giorni di novembre quando sono state fatte le rifiniture. Il 9 novembre c’è stata l’inaugurazione. Abbiamo una piena rendicontazione dei soldi. I finanziatori si sono rassicurati donando i fondi raccolti a un soggetto privato come la Misericordia che ha l’unico scopo di fare del bene.

Quanto è costata e quanto è grande la scuola?

La scuola è costata circa 264.000 euro.
Rientra sotto il nome di edilizia industrializzata, è un edificio confortevole, durevole nel tempo, di pregio e con prezzi nella media. Ospita 41 bambini, 2 aule, classi di infanzia e materna.
In questa scuola possono andare anche bimbi delle frazioni limitrofe. Il cantiere ha visto coinvolti 25 operai ogni giorno, quasi tutte aziende toscane e alcune del luogo. In questa situazione di emergenza, dove c’era bisogno di gente molto fidata, siamo riusciti a far lavorare anche qualche operaio del posto.

Le persone del luogo come hanno accolto questo nuovo edificio?
Non ci sono parole per descrivere i ringraziamenti da parte della gente, l’incredulità, la riconoscenza verso i finanziatori; sono rimasti increduli nel vedere realizzata una cosa di questo tipo, in tempi così rapidi. Ogni centesimo è andato sempre per una giusta causa ed è frutto di una bellissima collaborazione. Inoltre c’è un aneddoto significativo che vorrei raccontare…

Dicci pure…
In questo clima di disperazione e di paura, si riscopre l’umanità, le persone riescono a collaborare l’una con l’altra, a sentirsi parte di una collettività. Il giorno in cui andammo a fare il sopralluogo
nell’area dove è nata la struttura, abbiamo incontrato il proprietario del terreno. Il sindaco Nelli gli chiese in maniera molto semplice: “Silvestro (mi pare si chiami così), ci sarebbe da espropriare questo campo per fare la scuola”.
Il contadino, masticando un fi lo d’erba, non ha esitato un attimo a dire “va bene” e si è persino adoperato con una roncola per procurarci, dal ramo di un albero, i picchetti per le prove geologiche. Sono episodi molto belli e pieni di significato.

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