lunedì , Gennaio 12 2026

La Cooperativa dalla parte dei consumatori

Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani.

L’Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori (Ancc-Coop), con la collaborazione scientifica di Nomisma, ha stilato il Rapporto Coop per l’anno 2024.

Spazzati via ostentazione e possesso, siamo diventati idealisti e pragmatici allo stesso tempo, almeno secondo la ricerca.

Se è vero, infatti, che nel 2024 la spesa complessiva delle famiglie italiane è cresciuta del +0,5% rispetto a cinque anni fa, oltre la metà è assorbita dalle spese obbligate. Tra queste c’è il cibo, che gli italiani intervistati consumano prevalentemente a casa.
Infatti tornano a crescere nella sfera domestica i consumi (e le preparazioni) alimentari, mentre nei primi 6 mesi del 2025 la spesa per la ristorazione fuori casa cala del 2,2% rispetto al 2024 e 1 italiano su 3 dichiara che vi rinuncerà ulteriormente nei mesi a venire.

Allo stesso tempo, i carrelli della spesa, nei primi sei mesi del 2025, registrano una crescita su base annua, rispettivamente, del +3,8% a valore e del +2% a volume.
A fare da traino, frutta e verdura e altri comparti del fresco. Negli ultimi 12 mesi, i sostituti vegetali delle proteine animali hanno registrato un aumento 10 volte superiore a quello delle carni. Gli italiani sembrano non poter rinunciare più al cibo salutare: 7 su 10 dichiarano di leggere abitualmente le etichette nutrizionali. In tavola troviamo più frutta esotica, latte fermentato, pane, yogurt, olio e meno zucchero, sale e carboidrati.

Soprattutto calano gli acquisti di cibi ultraprocessati: più compaiono additivi in etichetta e più diminuiscono le vendite.
Il cibo assume, nella percezione corrente, una funzione di alleato della salute, da perseguire ad ogni costo; la longevità si conquista a tavola, certo, ma non si disdegna nemmeno l’uso di farmaci ad hoc.
Il 16% degli italiani ha già usato o sarebbe interessato a provare farmaci per il diabete che hanno anche un impatto diretto sul metabolismo e dunque tengono il peso sotto controllo.
Ogni grammo conta e il controllo del peso, che quasi 1 italiano su 4 fa almeno una volta a settimana, può spiegare il vero e proprio boom di vendite delle bilance, sia per la persona, che per gli alimenti. Le prime registrano un aumento esponenziale nei primi sei mesi dell’anno, pari a oltre il 55% (432.000 pezzi in più venduti), mentre le seconde segnano un +5,5%.

Il mantra della magrezza alimenta anche l’altra grande passione degli italiani, ovvero la dieta iperproteica, già seguita dal 17% della popolazione: le vendite dei sostituti vegetali della carne crescono del 20,9%, seguiti da uova (+7,8%) e legumi (+5%). Gli italiani sembrano affrontare un profondo cambiamento nel loro sistema valoriale: si descrivono come guidati da onestà (50%), rispetto (46%) e molto meno interessati a ricchezza (10%), successo sociale e carriera (ex-equo al 7%).
Dopo anni di spinta laicista, riemerge l’importanza della religione nel nostro Paese più che nel resto d’Europa, e più in generale il ricorso a percorsi di spiritualità; il 45% degli italiani, soprattutto uomini e under 35, ammette di averli intrapresi o di avere intenzione di farlo.
A confermare questo cambio di rotta anche il mercato tecnologico: rispetto al 2022, gli acquisti di smartphone sono diminuiti di 2 milioni di unità.

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