Il nuovo Regolamento UE 382/2021 inserisce l’obbligo per gli operatori del settore alimentare di istituire e mantenere un’adeguata “Cultura della Sicurezza Alimentare”, garantendo un impegno da parte della dirigenza e di tutti i dipendenti alla produzione e alla distribuzione sicure degli alimenti. Un processo atto a toccare tutta la filiera in modo orizzontale in una linea che parte dall’industria agroalimentare, passa dalla progettazione dei locali e arriva fino alla tavola.
“Il primo pilastro è la comunicazione, perché bisogna saper trasmettere all’interno e all’esterno della Cooperativa i valori e la cultura della sicurezza alimentare” ha spiegato Rosella Rocchi Responsabile Qualità di Unicoop Firenze “è importante la consapevolezza dei valori della nostra Cooperativa, che devono essere codificati, e delle funzionalità delle proprie proposte, che devono rispecchiarsi nella progettazione dei punti vendita”.
Abbiamo chiesto a Rosella Rocchi, Responsabile Qualità di Unicoop Firenze di raccontarci dell’importanza di questi temi per la Cooperativa e da quanto tempo portiamo avanti questi messaggi.
Garantire sicurezza e qualità è un aspetto fondamentale per la nostra Cooperativa e un impegno costante che si concretizza nei continui investimenti e nei rigidi controlli sulla produzione, sulla selezione delle materie prime e sui fornitori.
Queste attività vengono seguite da un nostro ufficio interno, composto da 11 persone, che opera in collaborazione con il consorzio nazionale acquisti Coop Italia.
Come nasce questa funzione?
Nasce da una sensibilità della nostra Cooperativa, che prima di altre realtà, ha voluto avere livelli di qualità elevati in tutti il suo operato. Con una delibera del Consiglio di Amministrazione nel 1998, ci siamo dotati di un ufficio interno che sviluppasse una serie di garanzie anche per i prodotti locali e per i nostri punti vendita. Mentre prima la maggior parte del lavoro si faceva sul prodotto a marchio a livello nazionale.
Da quanto tempo coinvolgiamo i nostri dipendenti su queste tematiche?
Fa parte del dna della Cooperativa la condivisione di questi temi. Fin dagli anni ‘80 il nostro personale è stato coinvolto in incontri legati al tema della sicurezza alimentare. A partire dagli anni 90 abbiamo iniziato a fornire anche materiale strutturato (circolari, schede, divisione della materia per reparti di vendita).
Quando parliamo di qualità, le parole origine e tracciabilità sono sempre collegate…
Esattamente. All’inizio degli anni 2000, siamo stati la prima insegna a certificare l’origine e la tracciabilità di alcuni alimenti considerati a rischio per frode o per sicurezza, come olio, conserve di pomodoro, uova e latte. Tale attività si è consolidata nel tempo ed estesa ad altri prodotti come frutta e verdura, carni fresche, pesce, salumi e vino. Grazie alle filiere controllate, siamo in grado, oggi, di ricostruire la storia di ogni prodotto, dall’identificazione delle aziende coinvolte alle singole fasi di trasformazione.

Un altro traguardo importante è stata la certificazione SA8000…
Coop ha da sempre lavorato seguendo un’etica rigorosa ed è stata, infatti, nel 1998 la prima azienda italiana ad aderire allo Standard Etico SA 8000, mettendo in campo nuovi strumenti per presidiare il tema dei diritti dei lavoratori. Crediamo in un lavoro più equo ed etico e ci impegniamo per ottenerlo insieme ai nostri fornitori per contrastare disparità di genere, discriminazioni per razza o religione, lavoro infantile e caporalato.
La mancanza e l’aumento dei prezzi delle materie prime che rischi comportano?
Il rischio è quello che tutto ciò porti a una diminuzione della qualità per far rientrare i vari costi che stanno lievitando. Il nostro impegno come Ufficio e come Cooperativa sarà ancora maggiore affinché ciò non avvenga.
E oggi invece, che progetti abbiamo stiamo sviluppando?
La Cooperativa ha costituito un gruppo di lavoro interdirezionale e interfunzionale sul tema della sicurezza alimentare. Tra le prime iniziative intraprese ci sono: un’attività di ascolto per coinvolgere tutti gli interlocutori che rientrano nel processo della qualità e che coinvolgerà alcuni punti vendita e metodi formativi nuovi e innovativi per coinvolgere sempre di più i dipendenti come il game formativo di addestramento in sperimentazione nell’area 2.
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