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La Toscana e Noi: un focus sulle ricerche presentate per capire i comportamenti di spesa

Presentati al Teatro della Pergola i risultati di due ricerche curate da Nomisma per Unicoop Firenze nell’ambito del convegno “La Toscana e Noi”

 

​Come cambiano i consumi dei toscani e che valore acquista la sostenibilità ambientale nelle scelte dei consumatori? Queste alcune delle domande a cui ha risposto la quinta edizione del convegno La Toscana e Noi, che si è tenuto al Teatro della Pergola a Firenze.

Il convegno è stato introdotto da un saluto del sindaco di Firenze Dario Nardella, che ha rilanciato l’idea che le grandi città possano utilizzare il loro potere di acquisto per decidere di comprare più locale, stagionale e biologico e diventare protagoniste delle politiche alimentari. Sono inoltre intervenuti l’antropologo Marino Niola, la Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze, Daniela Mori e il Presidente di Regione, Eugenio Giani.

 

Toscani: attenzione all’ambiente e alla sostenibilità

Nel corso della mattinata è stato presentato anche un focus sul consumatore toscano, da cui emerge una spiccata attenzione per la sostenibilità e l’ambiente. Se infatti le tematiche ambientali rappresentano una priorità per il 66% degli italiani, questa percentuale sale al 73% fra i toscani.

L’ambiente è la principale declinazione che i toscani danno al tema della sostenibilità: per il 95% dei toscani essere sostenibili significa garantire la disponibilità e la qualità delle risorse naturali. Tra gli altri aspetti connessi al concetto di sostenibilità anche quello sociale – che collega alla sostenibilità la garanzia di una buona qualità della vita, di sicurezza e di servizi per i cittadini (indicato dal 76% dei toscani), etico e a tutela del benessere dei lavoratori (71%) ed economico (67%).

L’attenzione all’ambiente si manifesta con comportamenti e abitudini di acquisto che i toscani mettono in pratica già ora o inizieranno a fare nei prossimi 6 mesi. Tra le abitudini adottate con regolarità dalla maggior parte dei toscani la riduzione o l’eliminazione dello spreco alimentare. Importanti anche l’impegno a limitare gli sprechi energetici, la riduzione dell’uso di confezioni in plastica vergine e la preferenza per forme di mobilità dolce (spostamenti a piedi e in bicicletta).

Guardando ai comportamenti di acquisto sostenibili, i toscani propendono per acquistare solo il necessario, preferendo prodotti con poco imballaggio e caratteristiche di sostenibilità.

Secondo i toscani un prodotto alimentare è sostenibile quando viene prodotto nel rispetto dell’ambiente e limitando l’impatto sull’ecosistema (63%), presenta una confezione realizzata con materiali sostenibili (44%) o senza plastica (22%), deriva da una produzione locale e legata al territorio (33%) e viene proposto ad un prezzo equo che garantisca la giusta remunerazione a tutti gli attori della filiera (24%).

 

 

La sostenibilità a tavola

La sostenibilità a tavola rappresenta un aspetto talmente prioritario per i toscani da rappresentare un importante driver di scelta dei prodotti da acquistare. Al momento di mettere un prodotto nel carrello, infatti, i toscani valutano in prima battuta origine italiana e sostenibilità ambientale, mentre la convenienza arriva come terzo criterio di selezione, seguita da tracciabilità, sostenibilità della confezione e effetti benefici per la salute del dato prodotto.

Tra le caratteristiche che i toscani ricercheranno con maggior intensità nel 2022 rispetto al pre-Covid quelli di produttori locali, a marchio biologici e tipici regionali.

 

Uno sguardo al futuro

Guardando inoltre al 2030, oltre 8 toscani su 10 sono pronti a veder cambiare la propria “tavola”. L’83% dei toscani (il dato italiano è 77%) è infatti convinto che nei prossimi 10 anni mangerà cibi diversi quelli consumati oggi.

A guidare il cambiamento saranno soprattutto i nuovi stili di vita, la lotta al cambiamento climatico ma anche la disponibilità delle materie prime – a causa della scomparsa di alcune di queste – o per l’inserimento nella dieta di ingredienti nuovi o alternativi. La tavola del futuro, oltre che più sostenibile, avrà anche un tasso di tecnologia maggiore, considerato che 8 toscani su 10 ritengono che saranno proprio tecnologia e ricerca scientifica a sostenere l’offerta di cibo sostenibile.

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