Il 2021 è stato proclamato anno internazionale per l’eliminazione del lavoro minorile con una risoluzione adottata all’unanimità dall’Assemblea Generale dell’Onu nel 2019.
Coop ha da sempre lavorato seguendo un’etica rigorosa ed è stata, infatti, nel 1998 la prima azienda italiana ad aderire allo Standard Etico SA 8000, mettendo in campo nuovi strumenti per presidiare il tema dei diritti dei lavoratori.
Chiediamo a tutti i fornitori di prodotto a marchio, così come a quelli di prodotto non a marchio in ambito ortofrutta, la sottoscrizione del nostro codice etico basato sui princìpi degli Standard SA 8000, dell’ILO (International Labour Organization) e dell’Empowerment femminile delle Nazioni Unite.
Il nostro prodotto a marchio Coop è la prova concreta che si può stare perfettamente sul mercato redistribuendo equamente i profitti dal campo fino al nostro piatto, rispettando ambiente e diritti umani, in modo particolare quelli dei minori.
Un caso molto dibattuto attualmente è quello legato all’industria del cacao, che genera oltre 100 miliardi di dollari all’anno ma è incapace di eliminare lo sfruttamento del lavoro minorile dalle proprie filiere di approvvigionamento.
Un problema reale
I dati forniti da organizzazioni internazionali come l’Ong Slave Free Chocolate, parlano in modo chiaro di un fenomeno molto preoccupante.
Sono ben 152 milioni i minori, spesso vittime di tratta, costretti a lavorare contro la loro volontà, a cui è impedito frequentare la scuola o di ritornare nei propri villaggi o paesi di origine. Il fenomeno colpisce soprattutto il continente africano, in cui si concentra la metà dei bambini.
Molti di loro sono costretti a svolgere lavori faticosi, eccessivi per i loro corpi esili. Sono costretti a lavorare in miniere, in aree rurali per la raccolta di acqua o legname, oppure coinvolti in lavori domestici. Quest’ultimo caso riguarda soprattutto le bambine e spesso, al carico di lavoro eccessivo, si aggiunge il rischio di essere vittime di abusi di ogni tipo, inclusi quelli sessuali. Dietro tutto ciò, c’è un sistema economico mondiale che imposta il suo sviluppo sullo sfruttamento dei lavoratori nei luoghi dove ci sono le materie prime. Un esempio per tutti è proprio la filiera del cacao.
Un’indagine svolta in Costa d’Avorio e Ghana dal Centro nazionale di ricerca Norc dell’Università di Chicago, ha svelato che il lavoro minorile nella catena di produzione del cacao è aumentato negli ultimi dieci anni, passando dal 31 al 45% tra il 2008 e il 2019.
Questo problema potrebbe essere ulteriormente aggravato dalla pandemia Covid-19 e al suo impatto economico associato perché quando i redditi familiari o le opportunità di guadagno degli adulti diminuiscono, il lavoro minorile tende ad aumentare.
Rispettare i diritti umani e l’ambiente si può. Sono questi gli ingredienti fondamentali che vorremmo leggere in tutte le etichette della cioccolata, ingredienti che generano benessere per chi la produce e per chi la consuma.

Un mondo di equità e qualità: Coop e Fairtrade per un Mondo Migliore
L’impegno di Coop a supporto dei piccoli produttori locali è parte integrante della filosofia alla base della linea Solidal.
Una linea nata nel 1995 per offrire opportunità di sviluppo autonomo ai produttori in condizioni di svantaggio. Infatti tutti i prodotti della linea Solidal vengono acquistati nei paesi in via di sviluppo, senza intermediari.
Grazie alla certificazione Fairtrade vengono garantiti ai produttori prezzi stabili, prefinanziamenti agevolati e contratti di acquisto a lunga durata.
Fairtrade promuove la biodiversità, la varietà delle produzioni nazionali e il valore delle tradizioni locali, garantendo migliori condizioni di vita e lavoro per gli agricoltori e i lavoratori dei Paesi in via di sviluppo. Coop è la prima insegna distributiva in Italia ad aver scelto per i propri prodotti a marchio la filiera equo e solidale certificata.
Fairtrade è il marchio internazionale di certificazione etica più riconosciuto al mondo. Sostiene i produttori più svantaggiati dei paesi in via di sviluppo e li rende capaci di entrare nel sistema commerciale in condizioni di trasparenza e correttezza.

Il prezzo minimo
È il prezzo che gli agricoltori ricevono per i loro prodotti, che non scende mai al di sotto del prezzo di mercato e non dipende dalle speculazioni in borsa. Viene calcolato da Fairtrade insieme agli stessi produttori agricoli in modo da coprire i costi necessari per una produzione sostenibile. Tuttavia, se il prezzo di mercato è più alto del Prezzo minimo Fairtrade, agli agricoltori viene pagato il prezzo di mercato.
Il Premio Fairtrade
È una somma di denaro ricevuta in aggiunta al Prezzo minimo, che gli stessi agricoltori e lavoratori decidono come spendere. Possono scegliere di migliorare le tecniche produttive, costruire strade e infrastrutture, oppure di garantire un’istruzione ai loro figli, costruire ambulatori medici, pozzi per l’acqua potabile a beneficio delle loro comunità.
Le caratteristiche del cioccolato Coop
- Qualità: solo materie prime selezionate, cura e attenzione nei processi di raccolta, stoccaggio e lavorazione, con controlli accurati lungo tutta la filiera.
- Partner: fornitori e produttori sono fondamentali per garantire che i prodotti siano di ottima qualità ed eticamente sostenibili.
- Etica: scegliendo il cioccolato Solidal, si sostengono condizioni di lavoro migliori e un ambiente più tutelato. Per incentivare l’economia locale, maggiori risorse sono destinate ai produttori e ai lavoratori che coltivano il cacao e lo zucchero di canna.
- Ambiente: i produttori impegnati nel fair trade sanno bene che l’ambiente non è una risorsa da sfruttare ma un patrimonio da preservare e da tutelare. L’agricoltura sostenibile è un impegno concreto per Coop, per i suoi partner, per Fairtrade.
- Convenienza: il prezzo giusto per i produttori è uno dei cardini del commercio equo. Il prezzo accessibile per i consumatori è uno degli aspetti importanti per Solidal Coop.
A proposito di legalità: l’altra faccia della stessa medaglia
Il 21 marzo di ogni anno, primo giorno di primavera, si celebra la “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”.
Nel 2017, con voto unanime alla Camera dei Deputati, è stata approvata la proposta di legge che istituisce e riconosce questa giornata, dopo un’importante iniziativa promossa Don Ciotti, fondatore di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, nel 1995. “Libera” è una rete di associazioni e persone coinvolte in un impegno comune contro le mafie, la corruzione e i fenomeni di criminalità, a favore della giustizia sociale.
Nel mese di marzo Unicoop Firenze ha promosso una serie di iniziative commerciali e sociali sul tema della legalità, aspetto che la nostra Cooperativa però sostiene tutto l’anno, con la scelta di mettere a scaffale un determinato tipo di prodotto come quello della linea Solidal o del marchio “Libera Terra”.
Libera Terra è nata nel 2001 grazie all’iniziativa dell’associazione Libera, per dimostrare quale poteva essere l’importanza del riuso sociale dei beni confiscati, non solo per l’aspetto simbolico della restituzione alla collettività, ma anche per la possibilità che questi beni diventassero strumento per lo sviluppo socio-economico dei territori.

Per alcune settimane, Soci e clienti hanno potuto beneficiare di una speciale promozione, all’interno dei nostri punti vendita, che ha coinvolto proprio i prodotti di Libera Terra, coltivati nei terreni confiscati alle mafie. Una selezione di prodotti, fra cui pasta, cous cous, zuppa di lenticchie e ceci lessi, succo di arancia e taralli, oltre a una selezione di vini da pasto e da dessert.
Scopriamone i segreti grazie all’intervista che l’Informatore ha fatto a Valentina Fiore, Presidente di Libera Terra e Direttrice del Consorzio Libera Terra Mediterraneo.
La storia dei prodotti della legalità
Oggi le cooperative Libera Terra sono nove, tutte sociali di tipo B, cioè che prevedono l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Operano in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia e gestiscono circa 1300 ettari di terreni liberati dalle mafie, tutti coltivati in regime di agricoltura biologica. Nel 2002 veniva commercializzato il primo prodotto Libera Terra, la pasta; oggi sono oltre novanta.
La gamma di prodotti Libera Terra infatti negli ultimi anni è molto cresciuta, ricevendo il grande apprezzamento da parte dei consumatori.
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