La città di Beirut, in Libano, dall’ottobre 2019 è stata investita da una pesantissima crisi economica che non ha fatto altro che aggravarsi dopo lo scoppio della pandemia da Covid-19, per poi arrivare al culmine con l’esplosione del 4 agosto scorso.
Quest’ultima catastrofe ha causato oltre duecento vittime, in più migliaia di famiglie sono rimaste senza un tetto, senza cibo e senza cure mediche.
Per questa ragione la Fondazione il Cuore si Scioglie, che da anni sostiene progetti di adozioni a distanza nel paese, si è adoperata mettendo a disposizione un contributo di 50.000 euro (di cui 25.000 euro al partner di Arci Toscana in Libano Renè Moawad Foundation, mentre altri 25.000 euro destinati ai Padri Francescani in Terra Santa attraverso la Fondazione Giovanni Paolo II) per fronteggiare i bisogni primari dei cittadini di Beirut.
Inoltre, insieme all’Università di Firenze attraverso lo spin off DiaCon srl, parteciperà alla fase progettuale del recupero del convento di san Giuseppe, un edificio storico di fine 800 che, trovandosi a soli 800 metri dal porto, ha subito gravi danni ed è stato reso inagibile in seguito all’esplosione.

I progetti nello specifico
Il contributo economico della Fondazione il Cuore si scioglie verrà utilizzato in primis per sostenere le esigenze primarie di cibo e cure di tutti coloro che hanno perso la casa o che sono rimasti gravemente feriti dopo l’esplosione, ed in più servirà per portare avanti progetti di supporto psicosociale per i bambini, per sostenere le scuole e tutte le attività per i giovani.
L’iniziativa solidale dei Padri Francescani in Terra Santa prevede la fornitura di cibo e kit igienici per le persone più vulnerabili per una durata di sei mesi, fino a febbraio 2021, per circa 600 famiglie e 2.400 beneficiari.
Parallelamente la Fondazione collaborerà con l’Università di Firenze al restauro del Convento di San Giuseppe, coprendo le spese di mobilità ed eventuali indagini diagnostiche specialistiche.
Lo spin-off DiaCon, si impegnerà nell’analisi approfondita del livello di danno presente sulle strutture storiche del Convento, per poi elaborare gratuitamente un progetto di restauro di questo bene dall’inestimabile valore storico e culturale.
L’intervento della Fondazione ha una duplice valenza: sociale e culturale. Non solo darà risposta alle necessità e ai bisogni primari dei libanesi di Beirut, ma attraverso il recupero di un manufatto come il Monastero, porterà avanti un’idea di ripartenza della città.

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