Il Seabin è un dispositivo semplice ma capace di raccogliere in un anno, mediamente, 500 chilogrammi di rifiuti plastici comprese le microplastiche e le microfibre.
Oggi 16/07/2020 sul fiume Arno, presso la Società Canottieri di Firenze, è stato installato il primo dispositivo Seabin, proprio a due passi da Ponte vecchio e dal cuore della città, grazie alla collaborazione tra Coop, LifeGate e la Regione Toscana.
Un gesto simbolico e al tempo stesso concreto che dimostra l’impegno da sempre primario per Coop nella lotta all’inquinamento da plastica e tale da viaggiare all’unisono con l’adesione, unica insegna della grande distribuzione e fra le 50 imprese italiane aderenti, alla “Pledging Campaign” su base volontaria lanciata dalla Commissione Europea.
Questa la prima delle 25 tappe per altrettanti Seabin che Coop installerà in accordo con le cooperative di consumatori presenti sui vari territori.
I prossimi ancora a Genova prima a Pescara e a seguire il Lago Maggiore in Piemonte, Castiglione della Pescaia, Livorno, Brindisi, Milano, Trieste e Ravenna in un ideale virtuoso giro d’Italia che si concluderà nella stagione estiva 2021.
La lotta all’inquinamento da plastica è partita dai prodotti e arriva ora alle acque.
Idealmente ci si sposta in Toscana verso le acque dolci dell’Arno rispetto al mare dove già ha dato i suoi frutti il progetto Arcipelago pulito ideato da Unicoop Firenze e poi accolto anche da Unicoop Tirreno grazie al quale sono i pescatori a raccogliere e a portare a riva le plastiche raccolte permettendone il riciclo.
Ora l’incontro fortunato con la campagna “PlasticLess” promossa da LifeGate aggiunge un ulteriore avanzamento all’obiettivo ambientale di Coop.
Come funziona il Seabin?
Il Seabin è una soluzione efficace ed efficiente, un vero e proprio
cestino che, galleggiando a pelo d’acqua, ‘cattura’ i rifiuti che incontra, dai più grandi fino alle microplastiche, mentre una piccola pompa espelle l’acqua filtrata. È in grado di lavorare 24 ore su 24, sette giorni su sette, pompa fino a 25.000 litri d’acqua all’ora e necessita di interventi di svuotamento e pulizia.
Un gesto concreto per migliorare l’ecosistema delle acque
“Abbiamo accolto favorevolmente la proposta di collaborazione con LifeGate” – ha dichiarato Maura Latini, AD Coop Italia intervenuta all’installazione a Firenze – “Ci piace iniziare idealmente la nostra nuova campagna da Firenze e dall’Arno nel cuore della città convinti che stiamo facendo un gesto concreto per migliorare l’ecosistema delle nostre acque. La riteniamo un’azione perfettamente coerente ai principi di sostenibilità ambientale a cui si ispira Coop e contiamo sul fatto che gli oltre 800 soci e i 30 atleti della Società Canottieri adottino il Seabin permettendo il suo funzionamento e ottenendo gli obiettivi di pulizia delle acque che ci siamo prefissi”.
Un’altra tappa dell’impegno della cooperativa per l’ambiente
“Da Arcipelago Pulito alla scelta di togliere dalla vendita i prodotti di plastica monouso, l’impegno di Unicoop Firenze per l’ambiente ed in particolare contro l’inquinamento da plastica viene da lontano e coinvolge sia l’attività a punto vendita, sia quella sociale. L’iniziativa di oggi, infatti, segue la campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono delle mascherine e dei dispositivi di protezione lanciata a inizio giugno”, afferma Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze.
Un regalo per quelle acque che da sempre ospitano la nostra attività
“Abbiamo con piacere raccolto l’invito promosso da LifeGate ed Unicoop Firenze – afferma Francesco Vessichelli, Presidente della Società Canottieri di Firenze – e ci auguriamo che in siffatto modo l’intera cittadinanza fiorentina, e non solo, sia sensibilizzata al problema delle microplastiche. Per il bene e la salute di tutti”.
Un’economia rigenerativa
“La pandemia che abbiamo affrontato, ci ha insegnato che la natura può arrivare ad essere più grande di noi, per questo è indispensabile lavorare per ricostruire un’economia che sia, non solo rispettosa, ma soprattutto rigenerativa degli ecosistemi che noi uomini abbiamo rovinato”, questo il commento di Simone Molteni, direttore scientifico di LifeGate.