La Giornata nazionale della legalità viene celebrata il 23 maggio, data in cui si verificò nel 1992 la strage di Capaci in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Con l’emergenza Coronavirus e l’impoverimento del tessuto socio-economico in molte realtà del nostro Paese, il pericolo di un rafforzamento pervasivo del sistema criminale è sempre più attuale. Spaccio di stupefacenti, riciclo di denaro, gestione appalti, prestiti usurai e caporalato sono alcune delle attività con cui la malavita prospera, approfittando anche dell’impiego di molte unità operative delle forze dell’ordine nell’azione necessaria di contenimento della pandemia.
Sicurezza e legalità devono essere considerati obiettivi primari per la collettività; infatti i costi pagati a causa delle irregolarità sono altissimi per l’economia: tasse evase, sfruttamento di persone, sottrazione di ricchezza alle imprese, ai lavoratori e allo Stato indeboliscono le risorse italiane.
Coop in testa alla classifica Oxfam sui diritti umani nelle loro filiere di produzione agroalimentare
Oxfam Italia, movimento che ha l’obiettivo di eliminare l’ingiustizia della povertà, ha stilato una classifica delle insegne della grande distribuzione italiana nel rapporto “Diritti a scaffali e giustizia nella filiera agroalimentare” valutando le modalità con cui le principali catene italiane stanno affrontando il tema dei diritti umani nelle loro filiere di produzione agroalimentare.
Coop si riconferma in testa alla classifica tra le 5 catene della grande distribuzione italiana esaminate (Coop, Conad, Esselunga, Gruppo Selex, Eurospin), mantenendo un significativo distacco rispetto ai concorrenti e ottenendo un 40% come punteggio complessivo quando tutti i competitor si posizionano al massimo al di sotto del 30%. Già infatti nel rapporto pubblicato a novembre 2018 Coop aveva ottenuto il punteggio più alto su tutti i parametri.
Ecco in dettaglio i miglioramenti di Coop rispetto l’anno precedente:
- Trasparenza e accountability +13%
- Rispetto dei diritti dei lavoratori +12%
- Rispetto dei produttori di piccole dimensioni +15%
- Empowerment femminile +14%
L’azione di Coop
Dal 1998 Coop monitora i fornitori di prodotto a marchio nel rispetto dello standard SA8000 (il primo standard internazionale con cui si garantisce che un’organizzazione sia socialmente responsabile e rispetti l’eticità del lavoro), chiedendo la sottoscrizione di un codice etico e svolgendo controlli, con auditor qualificati e indipendenti. La qualità dei prodotti è sinonimo di rispetto dei diritti dei lavoratori, in questo impegno sono coinvolti tutti gli 800 fornitori di prodotti agricoli e oltre 70.000 aziende agricole.
Con la campagna “Buoni e Giusti” Coop ha messo sotto la lente dei controlli le filiere più a rischio dell’agroalimentare italiano, promuovendo così l’eticità di quest’ultime.
Dal lancio della campagna nel 2016 sono state 13 le filiere sotto i riflettori, per un totale di oltre 600 aziende sottoposte a audit. In totale sono 11 le aziende espulse negli ultimi 7 anni.
Ricordiamo che inoltre per alcuni prodotti ritenuti più a rischio, Coop ha deciso di effettuare controlli lungo tutta la filiera produttiva. Da questo impegno nasce la linea Origine. Le filiere controllate Coop consentono di ricostruire la storia di ogni prodotto, con l’identificazione di tutte le aziende coinvolte: in ogni momento è possibile risalire agli operatori che hanno preso parte alle singole fasi di trasformazione.