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Alleviamo la salute: l’impegno continua

Nell’aprile del 2017 è stata lanciata la campagna “Alleviamo la salute” con l’obiettivo di ridurre o eliminare l’uso degli antibiotici nelle filiere dei prodotti coop

La campagna partiva dal presupposto che anche dal benessere animale dipende la salute umana. In questi anni, attraverso il progetto abbiamo migliorato le condizioni di allevamento, eliminando o riducendo l’uso degli antibiotici, così da limitare il fenomeno dell’antibiotico resistenza.

Abbiamo fatto un punto della situazione con Rosella Rocchi, Responsabile Ufficio Qualità, Carlo Calusi, Business Manager Carni e Pescheria, e Luca Braccesi, Business Manager Gastronomia e PLS.

Per rimarcare con ancora più forza che in questi anni non abbiamo mai smesso di allevare la salute.

Un problema attuale

A partire dalla scoperta della penicillina nel 1928 da parte di Alexander Fleming, gli antibiotici hanno salvato milioni di vite, hanno consentito di limitare il diffondersi di malattie e contribuito ad allungare la vita media delle persone.

Negli ultimi decenni però l’uso indiscriminato di questi medicinali ha raggiunto livelli di guardia, tanto che i maggiori enti internazionali a salvaguardia della salute, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) in particolare, hanno lanciato l’allarme con l’obiettivo di ridurre l’uso e l’abuso degli antibiotici, limitando così il fenomeno dell’antibiotico resistenza.

 “Gli antibiotici colpiscono la crescita dei batteri, ma alcuni di questi batteri sono in grado di resistere e sopravvivere. Se l’utilizzo degli antibiotici è indiscriminato, si ottiene un aumento di questi batteri resistenti e le conseguenze si traducono in terapie mediche inefficaci per uomini e animali. Per antibiotico resistenza s’intende proprio questo fenomeno” ci ricorda Rosella Rocchi.

Per effetto dell’antibiotico resistenza, causato dall’eccessivo e improprio uso degli antibiotici in medicina umana e zootecnia, solo in Europa si registrano circa 25.000 morti l’anno e solo in Italia fra i 5000 e i 7000.

Alcune ricerche stimano che entro il 2050 le infezioni da microbi resistenti agli antibiotici potrebbero essere la prima causa di morte nel mondo.

I frutti del nostro lavoro

Come ricordato in apertura, il tema dell’antibiotico resistenza è strettamente collegato a quello del benessere animale:

“Per combattere e prevenire il fenomeno dell’antibiotico resistenza in questi anni abbiamo migliorato la gestione degli allevamenti, soprattutto per quanto riguarda il benessere animale. Animali che vivono meglio e in spazi adeguati sono più sani, hanno meno bisogno di essere curati e determinano una maggiore qualità del prodotto alimentare finito” ha premesso Luca Braccesi.

Un progetto che siamo riusciti a realizzare anche grazie alla profonda conoscenza che abbiamo di tutta la filiera dei prodotti che vendiamo:

“Questo progetto fa da filo d’unione al tanto lavoro fatto in merito alla sicurezza e alla salute. È un lavoro che portiamo avanti dagli anni ’80, quando abbiamo iniziato ad approcciare temi come la filiera e l’origine dei prodotti” ha affermato la Responsabile dell’Ufficio Qualità.

Carni

Con l’entrata del tacchino allevato senza uso di antibiotici dalla nascita, nel 2019, la nostra Cooperativa ha un assortimento completo di carni a marchio Coop che rientrano nel progetto “Alleviamo la Salute”.

Nello specifico, negli allevamenti di suini e bovini, abbiamo ridotto l’uso di antibiotici fino a eliminarli negli ultimi 4 mesi, ma si sta lavorando per estendere questa tempistica. Scientificamente non si evidenziano residui di antibiotico dopo quattro mesi dall’ultima assunzione del farmaco.

“È cambiato il paradigma di come si parlava delle carni, ovvero solo in modo negativo sotto tutti i punti di vista: ambientale, etico e salutistico. Questo progetto ha avuto anche il merito di tornare a far parlare delle carni in termini positivi e i numeri ci stanno dando ragione” ha affermato Calo Calusi.

Gastronomia e PLS

Abbiamo eliminato completamente l’uso di antibiotici negli allevamenti di polli Origine e Fior fiore e di galline ovaiole.

“Tutte le uova a marchio provengono da galline allevate senza l’uso di antibiotici sin dalla nascita. Di conseguenza, anche tutte le linee di pasta Coop vengono realizzate con uova che provengono da galline allevate senza l’uso di antibiotici” ha sottolineato il Business Manager Gastronomia e PLS.

Lo scorso anno inoltre con il progetto “Salviamo il pulcino maschio”, Coop ha fatto un passo in più, concordando con i propri fornitori di uova a marchio che verranno acquistati pulcini, destinati a divenire galline ovaiole per la produzione di uova a marchio, solo se i pulcini maschi della stessa covata saranno allevati fino all’età adulta.

Anche per i salumi, i prodotti a marchio Coop della linea Origine e Fior fiore non subiscono trattamenti antibiotici negli ultimi quattro mesi.

“La maggior parte delle linee dei salumi coop Origine e Fior fiore, come anche quella take away della gastronomia sono senza antibiotici negli ultimi quattro mesi; entro aprile del 2020 lo saranno tutti i salumi TA. Lo stesso vale anche per il banco servito, prodotti come il prosciutto cotto e la mortadella Fior fiore sono senza antibiotici negli ultimi quattro mesi” – ha aggiunto Luca Braccesi – “Discorso analogo per gli affettati derivati da tacchino e pollo della linea Bene Sì. Questo per dimostrare che in questi anni, dall’inizio della campagna, abbiamo progressivamente sostituito le referenze delle varie linee, aggiungendo quelle derivanti da animali allevati senza l’uso di antibiotici. Continueremo a farlo e ad avere un assortimento sempre più ampio”.

  

Pesce

Tutto il pesce di allevamento Origine Coop non ha subito trattamenti con antibiotici negli ultimi sei mesi di vita.

“A integrazione del pesce pescato, Unicoop Firenze fa una politica prioritaria verso l’allevato toscano che si è concretizzata con gli allevamenti di: Follonica, Capraia Isola e Orbetello. Nell’ultimo anno abbiamo fatto in modo che questi tipi di allevamenti siano in gran parte impattati dal progetto “Alleviamo la salute”. Addirittura con l’allevamento di Capraia Isola, che ci fornisce la quasi totalità della produzione, siamo andati oltre: le orate e i branzini allevati lì sono senza uso di antibiotici dalla nascita” ricorda il Business Manager Pescheria.

Una filiera sicura e costantemente controllata

“Quando parliamo di animali allevati senza l’uso di antibiotici, ci tengo a precisare che è un processo strettamente controllato. I nostri allevatori devono tenere un registro dei trattamenti, che ci permette di risalire a quello che ha assunto l’animale nel corso della sua vita, e un registro dei farmaci, dove vengono annotati i medicinali presenti nell’allevamento” afferma Calusi.

Un processo controllato che ha come punto di partenza il benessere animale:

“Ovviamente nel caso ricorra un reale necessità e l’animale debba essere curato con l’utilizzo di antibiotici, esso viene destinato ad altri tipi di lavorazioni che non verranno etichettate con lo speciale bollino “allevato senza uso di antibiotici” oppure si aspettano i mesi necessari affinché non ci siano più tracce di antibiotico” precisa Braccesi.

Il punto di partenza è la creazione di una filiera di allevamenti affidabili con controllo in ogni fase.

“Vengono effettuate, infatti, ispezioni e analisi microbiologiche e chimiche in ogni fase della filiera”, precisa Rosella Rocchi.

Un investimento sulla salute

Il progetto è complesso perché ha comportato il cambiamento delle abitudini di allevamento per molti fornitori.

Un impegno che ha impattato su vari aspetti per riuscire a non intervenire con questi medicinali: gli animali sono allevati in spazi più ampi, diminuendo così la probabilità di trasmissione delle malattie. Sono state selezionate le razze più longeve e resistenti e la gestione complessiva degli allevamenti è molto migliorata.

“Abbiamo selezionato i fornitori più convinti e che più hanno a cuore questo tema perché l’unico sforzo che premia veramente è quello di realizzare il benessere animale, assicurando condizioni di vita più consone certificate e garantite anche tramite controlli da enti terzi” ha sottolineato la Responsabile dell’Ufficio Qualità.

Coop, è stata la prima impresa in Italia ad avere investito in questo progetto, impegnandosi ad assicurare dei prodotti che provengono da una filiera controllata e certificata.

“Questo ci deve far comprendere l’importanza che il tema riveste per la nostra Cooperativa, che ci ha investito e ci sta investendo moltissimo. È importante far capire a Soci e clienti lo sforzo che stiamo compiendo per offrire prodotti di maggiore qualità a tutela della nostra salute” ha concluso Carlo Calusi.

Questo tema verrà ripreso anche nel nuovo spot Coop che andrà in onda nelle prossime settimane.

 

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