No a pesticidi e glifosato, sì all’agricoltura di precisione
Quattro molecole controverse (terbutilazina, S-metolaclor, bentazone, glifosato) utilizzate nei pesticidi non saranno più presenti nei prodotti a marchio del Reparto Ortofrutta dei 1.100 punti vendita Coop.
Si è partiti con le ciliegie nel mese di maggio e prossimamente sarà il turno di meloni, uva e clementine. Ricordiamo che l’ortofrutta a marchio Coop vanta già da tempo un ridotto contenuto di pesticidi, inferiore del 70% rispetto al residuo ammesso dalle leggi.
L’iniziativa segue la riduzione dei pesticidi avviata 26 anni fa da Coop con la raccolta di firme “Disarmiamo i pesticidi” e tutti gli investimenti importanti nel settore come quello sulla produzione integrata e nel biologico.

“Ridurre l’uso di altre molecole controverse dopo quelle che abbiamo già eliminato significa alzare l’asticella, produrre un salto di qualità. E chiediamo anche agli altri di farlo. I residui di pesticidi nell’acqua e nel suolo se correttamente impiegati non sono considerati direttamente rischiosi per l’uomo, ma lo sono sicuramente per la qualità dell’ambiente in cui viviamo. Alcune di queste molecole sono discusse e critiche, con opinioni anche diverse nel mondo scientifico. Come Coop abbiamo deciso di attivare quel principio di precauzione che ci ha fatto dire no in altri casi controversi: agli OGM, all’olio di palma, all’uso diffuso o sistematico di antibiotici negli allevamenti. In questo modo pensiamo di fare gli interessi sia dei consumatori che dell’ambiente, ovvero esattamente ciò che una cooperativa di consumatori deve fare” ha affermato Marco Pedroni, presidente di Coop Italia.
Saranno 35 le filiere di ortofrutta a marchio Coop progressivamente coinvolte nell’ulteriore riduzione dei pesticidi, fino all’eliminazione, per un totale di 116 fornitori e oltre 7 mila aziende agricole. Già nel 2019, 15 sono le colture interessate. Tutte le famiglie di prodotti ortofrutticoli a marchio Coop saranno a regime entro tre anni per un volume complessivo di oltre 100 mila tonnellate di prodotti coinvolti.
Ridurre l’uso di sostanze chimiche che possano generare effetti negativi sull’ambiente e sulla salute va di pari passo con un cambio dei metodi organizzativi da parte dei fornitori. Questa migliore, più scientifica e tecnologica gestione delle attività agricole, prende il nome di “agricoltura di precisione”.
“Abbiamo deciso di aiutare i fornitori in questa transizione” spiega Marco Pedroni, “mettendo a disposizione la nostra consulenza tecnica e aiutandoli a contrattare con le banche finanziamenti agevolati. In alcuni casi particolari, arriveremo anche a garantire una deroga iniziale all’uso di questi pesticidi, ma mai superiore ai tre anni. Che sono anche il tempo necessario, secondo gli studi che abbiamo fatto, per vedere ripagati questi investimenti”.
Applicando le metodologie e le tecniche dell’agricoltura di precisione si realizzano coltivazioni che limitano i concimi e portano a un risparmio di acqua, energia e tempo. Droni, sensori per la mappatura dei terreni e software raccolgono informazioni sull’ambiente agricolo e aiutano a dosare acqua, fertilizzanti e fitosanitari in base al reale fabbisogno delle colture. In questo modo i coltivatori non spargono nei campi niente di più di quello che serve realmente.

“Coop riconoscerà ai fornitori qualcosa in più in termini di remunerazione. Quanto ancora non sono in grado di dirlo, ma non sarà molto diverso dalla campagna contro l’uso sistematico degli antibiotici negli allevamenti: in quel caso abbiamo calcolato per noi un impatto iniziale tra il 5% e l’8% sui costi di produzione” sottolinea Pedroni.
L’Italia è tra i primi Paesi in Europa per il consumo di pesticidi per ettaro coltivato. Soprattutto le acque superficiali e sotterranee risultano contaminate da pesticidi con una tendenza in aumento.
Grazie a questa nuova iniziativa, Coop contribuirà a salvaguardare le risorse idriche e i terreni, creando filiere dell’ortofrutta a marchio ancora più sostenibili.
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