lunedì , Gennaio 12 2026

I nostri addetti insegnanti per un giorno

Abbiamo seguito il progetto educativo “Dietro le quinte: il cibo racconta”, vi raccontiamo che cos’è e com’è andata

“Salvaguardare gli interessi dei consumatori, della loro salute e sicurezza anche accrescendone e migliorandone l’informazione e l’educazione attraverso apposite iniziative”: le ragioni del nostro impegno sociale sono scritte nel nostro stesso Statuto. Fin dalla nostra origine, la crescita economica e quella sociale sono state concepite insieme, come due elementi imprescindibili che si sostengono a vicenda.

“Dare continuità alle finalità che ci sono state indicate, oggi significa occuparsi anche dei bambini e dei giovani attraverso delle attività che mirano a costruire consapevolezza di sé e capacità di scelta. Le proposte per la scuola infatti sono un tratto peculiare della nostra natura d’impresa e rappresentano quel legame solidale tra le generazioni che teniamo a conservare ricorda Elisabetta Bruni, Responsabile Proposte Educative di Unicoop Firenze.

Il progetto “Dietro le Quinte”

Qualche mese fa abbiamo seguito il progetto “Ecooperare. Alla scoperta dell’ecologia quotidiana”, dove i bambini, attraverso esempi di scelte quotidiane e buone pratiche, riflettevano sull’importanza di rispettare e conservare al meglio l’ambiente che ci circonda.

Quest’oggi invece vi parliamo del progetto “Dietro le quinte: il cibo racconta” che vede i nostri colleghi diventare insegnanti per un giorno.

Elisabetta Bruni ha così riassunto la proposta educativa: “L’iniziativa fa diventare i punti vendita, per qualche ora, il laboratorio dove ragazzi e ragazze possono scoprire alcune strategie di vendita, confrontarsi con le opinioni dei clienti, verificare le caratteristiche di qualità e sicurezza di un cibo, ascoltare le storie e gli aneddoti dei nostri colleghi”.

Per raccontare da vicino il progetto abbiamo seguito una classe di prima media della scuola Beato Angelico di Firenze all’interno del punto vendita di Ponte a Greve.

Durante la presentazione, per rompere il ghiaccio, si chiede ai ragazzi come si chiamano e qual è il loro cibo preferito; che i tempi siano cambiati lo si capisce quando la prima risposta data è “sushi”. Anche se alla fine i nomi che si sentono più spesso sono pizza, tagliatelle al ragù, bistecca alla fiorentina e rosticciana. Insomma il nostro orgoglio patriottico può dormire sonni tranquilli ancora per un po’.

Dopo una difficoltosa divisione in gruppi, che suscita il quasi pianto di due amiche, la classe è pronta a entrare nel punto vendita con una cartellina di domande da fare ai clienti.

La maggior parte di loro si ferma volentieri e con dolcezza risponde alle domande dei ragazzi che, nel caso dell’ortofrutta, riguardano stagionalità, metodi di conservazione della frutta e acquisti abituali. Anche tra i ragazzi si possono riscontrare i comportamenti più vari: c’è chi spavaldo prende il foglio e si getta nell’impresa e c’è chi timidamente si guarda intorno, con il foglio in mano, vedendo nella richiesta di intervistare una persona un ostacolo insormontabile. Ma tranquilli, lo supererà e diventerà un pochino più forte perché i nostri Reparti Ortofrutta servono
anche a questo.

Alcune domande rimangono irrisolte e allora chi meglio della Direttrice di punto vendita, Silvana Volpi, può risolvere i loro dubbi?

L’intervento della Capo Negozio porta ad analizzare temi come la stagionalità, i vari aspetti dei diversi Reparti e alcune strategia di vendita. I ragazzi invece di essere distratti sono attenti, forse perché vengono fornite delle curiosità che saranno pronti a sfoggiare con orgoglio una volta rientrati a casa.

I tesori di sapere custoditi dai nostri colleghi

Oltre alla Direttrice, all’incontro partecipano anche due nostri colleghi di punto vendita, Marco Ciabini e Ildiko Buzasi, rispettivamente del Reparto Forneria e Pescheria.

In seguito a un video, che mostra il percorso che fa un chicco di grano dal campo fino a diventare il pane che vendiamo in punto vendita, il nostro collega Marco spiega con passione i vari aspetti del suo lavoro.

I ragazzi rimangono ammaliati dalla tecnica, fatta di movenze semplici ed efficaci, ma che risultano essere tremendamente difficili da imitare. Siamo abituati a dare per scontata una pagnotta di pane perché è un prodotto abituale che vediamo ogni giorno nelle nostre tavole. Quando però i ragazzi scoprono a che ora bisogna alzarsi per quel prodotto e il lavoro che c’è dietro, questa percezione cambia. Più che addetti i nostri colleghi sono artigiani e la loro arte è uno dei nostri più grandi tesori.

Tesori di conoscenza che dovremmo custodire con cura.

I ragazzi si cimentano con i preparati per fare panaccio e focaccine. L’intervento di Marco è più volte essenziale affinché i ragazzi si trovino qualcosa per fare merenda più tardi.

A seguire Eugenia, una nostra collega dell’Ufficio Qualità, fa un esperimento con il lievito, dimostrando con la pratica quello che i ragazzi avevano studiato solo qualche giorno prima a scuola. Con grande sorpresa si scopre che i ragazzi erano stati attenti sia alla lezione sia al video precedente.

Dopo l’esperimento, è il turno della Capo Reparto Ildiko Buzasi che porta diverse tipologie di pesci. I ragazzi incuriositi da queste creature li osservano sbigottiti. Quando cresci vedendo ogni tipo di fantasia virtuale, può capitare di restare a bocca aperta vedendo da vicino un pesce. Molte volte la semplicità è una delle più grandi meraviglie. Oltre a scoprirne i segreti, li annusano e li toccano. Dopo un iniziale disgusto iniziano a guardarli diversamente.

La nostra collega risponde alle domande e ne mostra anche alcune curiosità. Alla fine dell’intervento sanno dire se è fresco oppure no, se è pescato oppure no. Attenti colleghi, nuovi giovani consumatori sono pronti a giudicare il nostro Reparto Pescheria.

La giornata si conclude con la spiegazione del perché sia importante lavarsi le mani e la procedura per farlo al meglio. Alla domanda su chi abbia le mani pulite, un ragazzino alza la mano con veemenza. Alla domanda su chi le abbia sporche, lo stesso ragazzino alza ancora la mano. Alla fine viene scelto proprio lui.

Dopo qualche minuto di lavaggio attento delle mani, è pronto a mostrare agli altri il suo operato e a spiegarne i vari passaggi. Le varie modalità sono le stesse che i nostri colleghi di punto vendita attuano quotidianamente, per assicurare quella qualità che ci rappresenta.

L’unico dubbio che rimane è: ma quindi le mani le aveva sporche o pulite?

Riflessioni finali

Prima di andare i ragazzi prendono le focacce che si sono preparati e tutto sommato il risultato non è nemmeno pessimo. Guardando la sala Soci vuota, è tempo di una riflessione finale: per qualche ora il nostro punto vendita è diventato uno spazio inusuale di scoperta, un luogo di scambio e di interazione tra colleghi, bambini e clienti.

Il contesto informale di apprendimento ha permesso ai bambini di fare delle riflessioni spontanee sui nostri stili di vita, di acquisto e sul lavoro che c’è dietro la produzione e trasformazione degli alimenti che quotidianamente sono sulle nostre tavole.

Tutto ciò ha dimostrato che i nostri punti vendita sono un qualcosa in più di un posto dove si vendono referenze: sono un luogo dove materie prime, bisogni e saperi si incontrano.

Un posto dov’è possibile vivere delle esperienze di vita prima che di spesa.

 

Maggiori informazioni al sito www.consumoconsapevole.it

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