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Viaggio alla scoperta dei Centennials, la nuova generazione pronta a invadere il mercato

Generazione Z: chi sono, cosa cercano e cosa vogliono. Noi, cosa possiamo offrirgli?

Una nuova generazione sta attirando sempre di più l’attenzione delle grandi marche: è la Generazione Z, i cosiddetti Centennial, vale a dire i ragazzi e le ragazze nati all’incirca tra il 1995/2000 e il 2010.

Perché analisti e grandi marche stanno focalizzando la loro attenzione su questo preciso segmento?  

Molto semplicemente esso rappresenta i consumatori del domani: si stima che entro il 2020 saranno il 40% degli acquirenti mondiali e, al contrario della generazione che li ha preceduti, hanno una propensione all’acquisto maggiore. Secondo gli esperti, la Generazione Z sarà presto il segmento consumistico più importante di tutti anche se attualmente spende meno rispetto ai baby boomer (nati tra il 1946 e il 1964, che restano il target preferito dalle grandi aziende).

I Centennial sono la prima generazione a crescere “online”: quotidianamente documentano le proprie vite sui social e ricevono di rimando forti stimoli e pressioni. Sono il segmento di consumo più “consapevole ed esigente di sempre”, quasi obbligati dal loro continuo pubblicare contenuti a vivere una vita piena, ricca di esperienze e variegata. Perché l’apparenza conta sulla realtà, anche quando non si posseggono le risorse per effettuare un determinato stile di vita.

Sono nativi tecnologici, più connessi e distratti, ma anche multitasking. L’arco di tempo della loro attenzione è molto breve e prediligono apprendere in maniera indipendente, ricorrendo a Internet praticamente per ogni cosa. Le loro ricerche si concentrano principalmente su tecnologia, giochi, moda, street-food e viaggi.

Da molti studi è però emerso che, nonostante le molte ore passate online, i centennial preferiscono, a differenza dei loro fratelli maggiori, l’acquisto nei negozi fisici e hanno una propensione per le attività offline che richiedono collaborazione e interazione con altre persone. Due aspetti questi apparentemente in antitesi alla loro intera vita trascorsa online; proprio l’esser cresciuti in una società sempre più individualista e soggetta alla solitudine, li ha resi bisognosi di autentiche relazioni umane.

Anche la variabile altruistica li differenzia dalla generazione precedente: al 60% piacerebbe svolgere un lavoro che migliora il mondo. Il 26% ha svolto qualche tipo di volontariato, e il 76% si preoccupa della preservazione dell’ambiente. Insomma, sono degli idealisti: vogliono provocare un impatto positivo sulla vita delle persone e lasciare il proprio segno nel mondo.

Proprio per questo, più che un posto fisso, sognano di diventare imprenditori e di ideare un qualcosa di loro che lasci traccia della loro esistenza.

Come comunicare con questa nuova generazione?

Sono attratti da contenuti multimediali, una scrittura ritmata e un linguaggio più ironico che alto. Nei messaggi destinati a questo segmento bisogna adottare un tono di voce coerente, trasparente e credibile.

Soprattutto bisogna essere autentici, in quanto stiamo parlando a una generazione in grado di determinare e verificare rapidamente la coerenza del nostro messaggio.

Il discorso a favore dell’ambiente della centennial Greta Thunberg

Per raggiungere questo segmento occorre costruirsi una forte credibilità, facendosi ambasciatori di quei valori come la sostenibilità, il rispetto per l’ambiente, la tutela della personalità e la valorizzazione dell’individuo.

Chi meglio di noi può rappresentare questi valori? Noi che ci siamo fatti portavoce delle chiusure domenicali, noi che scriviamo guide con Legambiente, noi che puntiamo ad un’economia circolare in ogni nostra operazione, noi che con il nostro prodotto a marchio tuteliamo il territorio e tutta la filiera che lo precede.

https://ufweb-myunicoop.azurewebsites.net/il-grande-successo-delliniziativa-approvato-dai-soci/

Proprio riguardo ai prodotti, i centennial cercano la possibilità di testarli in prima persona e vogliono essere incuriositi, ecco che iniziative come l’assaggio di prodotti a marchio per i Soci sono strategiche. Scoprendo il prodotto, lo apprezzano e si fidelizzano.

Si, sono consumatori molto esigenti, che ricercano trasparenza sul mercato e esigono che le marche siano leali. Vogliono informazioni sul processo di fabbricazione di un prodotto, per questo leggono con molta attenzione le etichette.

Quattro Centennial su cinque usano dispositivi mobili durante il momento dell’acquisto nei negozi, sia per restare in contatto con altre persone che per confrontare i prezzi alla ricerca di sconti.

Insomma sono alla ricerca di qualità e convenienza, che da noi sono di casa.

https://ufweb-myunicoop.azurewebsites.net/qualita-e-convenienza-sempre-di-casa/

Anche se giovani, vanno trattati con rispetto e cortesia, non sono da trascurare per l’età. La loro fedeltà si ha proprio con la relazione umana, non con programmi. In questi anni disorientati proprio i più giovani hanno bisogno di bussole che sappiano guidarli. Perché non esserlo tutti noi?

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