Al teatro Obihall di Firenze, di fronte a una platea di circa 800 persone composta dai gruppi dirigenti di punto vendita e dai responsabili di sedi e magazzini, è stato presentato il piano sociale della Cooperativa. Molti sono stati gli interventi e gli ospiti che hanno arricchito la giornata con le loro testimonianze.
In apertura dell’evento, in qualità di rappresentante del Consiglio di Gestione, ha preso la parola Michele Palatresi, Vicepresidente di Unicoop Firenze, che ha posto l’accento sull’importanza di “sentirsi parte integrante di questo piano sociale”, come elemento di consapevolezza della nostra identità d’impresa cooperativa.
“Non è che in Cooperativa esistono due parti, quella sociale e quella gestionale. Siamo un unicum, quindi la cooperativa è una, fatta di tanti pezzi, di tante componenti e ognuno di noi gioca un ruolo all’interno di queste, però la cooperativa è una e una sola. Per questo è importante oggi condividere i contenuti del piano sociale, perché si sia tutti adeguatamente informati e coinvolti. Prima di tutto per poterlo apprezzare ed esserne i primi sostenitori e poi, dopo oggi, per condividerne i contenuti con tutti i nostri collaboratori e divulgarli all’interno dell’organizzazione”.
Palatresi sottolinea quindi l’importanza del piano sociale come elemento identitario:
“Noi siamo diversi per definizione. Sostanzialmente la nostra identità è insita nella nostra natura d’impresa. Noi siamo un’impresa, non ce lo dimentichiamo mai, e necessariamente dobbiamo rispondere quindi anche a criteri imprenditoriali, però siamo un’impresa cooperativa”.
Occorre quindi tenere una visione complementare di quello che facciamo.
La Presidente del Consiglio di Sorveglianza Daniela Mori ha illustrato il piano sociale attraverso i quattro grandi temi del nostro impegno nel campo dell’ambiente, della cultura, della salute e della solidarietà.
Prima di entrare nel vivo dei progetti, la Presidente ha spiegato ai partecipanti che l’incontro è stato voluto dal Consiglio di Gestione e dal Consiglio di Sorveglianza, “perché dobbiamo recuperare un’immagine, una sostanza unica della nostra cooperativa”, con le donne e gli uomini che lavorano in Unicoop Firenze. Per fare questo la Presidente ha ritenuto fondamentale partire dalle origini della nostra Cooperativa e “far vedere le connessioni che ci sono tra le ragioni della nostra nascita e quello che oggi siamo. Perché queste cose non sono un ricordo di ciò che eravamo, sono l’alimentazione necessaria per metterci in una posizione di competizione e di presenza nel mercato.”

E quindi ecco che cosa siamo:
“siamo una cooperativa di consumatori che opera nel settore della grande distribuzione. La nostra natura societaria è nata perché c’è stato un movimento dal basso, di tante persone, che avevano una grande passione civile, sociale, magari avevano anche un po’ meno istruzione di quella che abbiamo oggi, però si sono messe insieme per dare risposta a delle diseguaglianze sociali. Così nascono le nostre basi sociali, per dare delle risposte alla società.”
E ancora:
“Perché la Cooperativa nasce con una visione della società, fare impresa per noi significa ricercare la soddisfazione dei nostri soci, prima di tutto come persone e non solo come consumatori.
Infatti prima nascono i soci, le persone, poi si mettono insieme perché hanno un’idea di cambiamento, un’idea della società e intorno a questa costruiscono un’impresa, che ha come principi fondamentali quelli di dare più opportunità a chi ne ha meno, alle persone più deboli, di dare il massimo della convenienza, della salubrità, della qualità, della sicurezza, rispettando il territorio. Questi elementi non sono solo di vantaggio competitivo, ma sono parte del nostro modo di essere, possiamo definirli elementi fondativi della Cooperativa. Perché se voi pensate a come siamo nati, è chiaro che è strategico per noi essere convenienti, perché siamo nati per dare risposte alle classi più deboli. Noi non siamo un’impresa capitalistica, siamo un’impresa che non ha un padrone, abbiamo un’altra storia. Una storia in cui le masse popolari si sono messe insieme e hanno dato vita ad un’organizzazione che potesse dare delle risposte a quelle stesse masse popolari.”
E quindi ecco il senso di questo evento:
“Il piano sociale che noi abbiamo presentato ai soci e oggi a voi, vuole provare a rimettere insieme tutti questi elementi, facendo vedere come la crescita economica sia legata alla crescita sociale.”
La Presidente sottolinea poi l’importanza, per chi lavora in questa impresa cooperativa, della consapevolezza “di comprendere da dove veniamo, cosa vogliamo essere e di avere tutti la consapevolezza di quello che siamo. Perché questo ci aiuta a fare meglio il nostro mestiere, ognuno per il ruolo che ha, ma anche ad avere un senso in quello che facciamo”. La Presidente Mori lancia poi una sfida importante ai partecipanti:
“bisognerà in qualche modo continuare a farla esistere questa storia, perché questa è la storia di cui c’è bisogno in questa società, perché c’è bisogno di un’organizzazione che tutela, avendo rispetto per le persone che lavorano in Cooperativa.” Per questo motivo “ognuno di noi è determinante nel tradurre questi valori, sapendo qual è la direzione in cui si va e sapendo ognuno qual è il proprio compito”.
Ecco i 4 grandi temi che costituiscono il Piano Sociale triennale di Unicoop Firenze, e che evidenziano la sintonia e complementarietà che c’è tra il business e la base sociale. Un Piano Sociale che è quindi un Piano di Lavoro.
AMBIENTE
Katia Bastioli, Amministratore Delegato di Novamont. Aver giocato in anticipo sul tema della biodegradabilità e compostabilità con i sacchetti in MATER-BI, ha permesso una buona gestione dei rifiuti e la riduzione dell’inquinamento di aria, acqua e suolo.
Enrico Fontana, Vicepresidente di Legambiente. È nata “ECOOPERARE” la prima guida ecologica domestica partecipata guida contro lo spreco, elaborata grazie anche all’aiuto delle sezioni soci coinvolte.
“Arcipelago Pulito”, per liberare il mare dai rifiuti.
CULTURA
Cristiano Chiarot, Soprintendente del Maggio Musicale Fiorentino. “Tutti all’Opera”. Il risultato di credere nell’importanza di un accesso popolare alla cultura come bene di tutti: nel 2017, 1500 soci hanno partecipato agli spettacoli dell’Opera.
Claudio Marazzini, Presidente dell’Accademia della Crusca. La bellezza della lingua italiana esce dall’Accademia della Crusca per incontrare le persone.
Andrea Baracchi, capo reparto servizio al cliente e Sandro Martini, addetto box di Figline, ci hanno raccontato la loro esperienza nella gestione dei biglietti del Box Office.
SALUTE
Dott. Giorgio Tulli, Medico, spiega il problema dell’antibiotico resistenza e delle sue conseguenze sulla salute umana.
Carlo Calusi, Business Manager Carni e Pescheria di UNICOOP FIRENZE spiega il programma “Alleviamo la Salute”, e il cambiamento nella qualità della vita degli animali da allevamento e nella nostra salute.
Stefania Saccardi, Assessore alla Salute della Regione Toscana. L’importante della prevenzione espressa dal progetto dei 104 defibrillatori in 93 punti vendita e la formazione con il 118, seguita da 750 dipendenti della Cooperativa.
Sara Mariotti, addetta casse, e Cristina Donatelli, addetta no food del superstore di Montevarchi e Daniele Colzi, capo reparto carni negozio di Figline, ci hanno raccontato di come hanno salvato una vita grazie alla presenza del defibrillatore in galleria e alla formazione di primo soccorso fatta con il 118.
Gianpaolo Donzelli, Presidente della Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer, e Alberto Zanobini, Direttore Generale dell’Ospedale Pediatrico Meyer. Il progetto MEYER+ e la collaborazione con Unicoop Firenze.
SOLIDARIETÀ
Niccolò Concina, capo reparto ortofrutta Ponte a Greve, ci racconta la sua esperienza vissuta durante la raccolta degli agrumi alla Valle del Marro – Libera Terra.
Paola Batignani, Direttore negozio Le Piagge, ci ha parlato di “MammaMù” progetto dedicato al quartiere delle Piagge di Firenze e della cena per finanziarlo organizzata dal punto vendita.
Yury Limongi, addetto del negozio di Castelfiorentino, uno dei protagonisti del Progetto “Casa Arrighi”, ci racconta cosa significa per lui una vita autonoma, grazie anche al sostegno dei colleghi del suo negozio.
Alessandro Martini, Direttore Regionale Caritas, ci parla del sostegno di Unicoop Firenze nella Raccolta Alimentare, a beneficio non solo di Caritas ma di molte altre associazioni sul territorio.
La presidente Mori chiude l’incontro nella speranza che queste testimonianze possano aver dato il senso di quello che siamo e di quello che vogliamo essere:
“Ognuno ha il suo mestiere, ma conoscere queste cose serve ad accrescere la consapevolezza di far parte di un’organizzazione unica… nella speranza di poter incidere anche in futuro nella società, come abbiamo fatto fino ad ora”.
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