Quando conversare raccontando la propria vita lavorativa stimola sentimenti di gioia e fa nascere il sorriso sulle labbra, se ne può solo essere soddisfatti.
Questo ci ha raccontato il nostro ex collega Adriano Consigli, macellaio storico del negozio di Firenze Le Piagge.
Adriano, quando sei arrivato in questo negozio?
Era il 1999.
Io abitavo a Campi Bisenzio e la Cooperativa stava costruendo il negozio di Firenze Le Piagge. Mi fu proposto di “avvicinarmi a casa” e accettai.
Il Direttore era Riccardo Bianchi, poi arrivò Silvana Volpi. Il mio Caporeparto era Massimo Burresi.
C’era un bel gruppo di colleghi, anche qua, e da quel momento ho passato precisamente 25 anni della mia vita lavorativa in questo negozio, arrivando adesso al pensionamento con il Direttore Paolo Morandi.
Da quanto lavoravi in Cooperativa quando sei arrivato al negozio di Firenze Le Piagge?
Sono entrato in Cooperativa nel dicembre del 1985, nel negozio di Prato via Strozzi, come commesso macellaio, per essere poi inserito in organico, con la definitiva assunzione, a Sesto Fiorentino in Piazza Vittorio Veneto, dove il Direttore era Gianfranco Burresi.
Qualche anno dopo sono stato trasferito a Prato, in Piazza San Marco.
Era un negozio di riferimento per la cittadina e si sviluppava su tre livelli.
Sono stati anni belli, perché c’era aggregazione fra noi colleghi, eravamo un bel gruppo, anche con i responsabili.
Andavamo a lavorare con un gran sorriso!
Ho avuto due Direttori: il primo Paolo Martelli e poi Romeo Cambi.
In quel negozio c’era una grande affluenza di clienti, continuamente, dal lunedì al sabato. Non si sentiva nemmeno la stanchezza, perché era proprio bello stare lì a lavorare.
La Cooperativa cosa ha significato per te?
Posso dire nei miei 40 anni di Cooperativa sono stato benissimo!
Unicoop Firenze mi ha aiutato nei momenti di bisogno, non ultimo quando nel 2023, abitando a Campi Bisenzio, ho subito molti danni per via dell’alluvione e ho avuto un sostegno concreto da parte della Cooperativa. L’attenzione non si è limitata al solo posto di lavoro.
Io posso dire solo bene della Cooperativa perché, altrimenti, non ci sarei rimasto 40 anni.
“Cos’è la Cooperativa per me?” È l’aver sempre trovato un bel gruppo di lavoro, in cui mi sono sentito a mio agio e dove ho potuto riconoscere i valori che la contraddistinguono.
È questo il ricordo che mi fa star bene a livello di maturazione personale, nonostante siano passati tanti anni dal mio “primo giorno”, ho sempre riscontrato questi valori.
Per questo ho sentito i negozi in cui ho lavorato, come se fossero la mia bottega, il mio negozio.
Ho sempre portato rispetto sia ai colleghi che ai clienti, cercando di dare il meglio che potevo.
E il tuo ultimo giorno di lavoro?
I colleghi, quando ho fatto festa a mezzogiorno, diciamo che mi hanno accompagnato nella mia ultima timbratura. Tutto questo tra gli applausi dei Soci e clienti che erano presenti in quel momento in negozio.
Un momento importante ed emozionante!
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