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Dire, fare, amare

L’iniziativa è stata presentata alla stampa mercoledì 7 maggio, presso il punto vendita Coop.fi di Novoli.

All’incontro erano presenti Rita Librandi, Vicepresidente dell’Accademia della Crusca, Federigo Bambi, Accademico della Crusca, Elisabetta Camussi, Docente di Psicologia Sociale presso l’Università Milano Bicocca e Presidente della Fondazione Ossicini, Daniela Mori, Presidente Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze e Maura Latini, Presidente Coop Italia.

Daniela Mori, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze.

La campagna di sensibilizzazione è già partita con l’arrivo, sugli scaffali dei punti vendita di una confezione multipla di fazzoletti di carta, proposta in edizione speciale con le cinque parole chiave, Ascolto, Amore, Rispetto, Consenso, Fiducia, che l’Accademia della Crusca ci ha aiutato a interpretare e attualizzare. Cinque parole non banali, che assumono un nuovo, più attuale significato nell’ambito della campagna promossa da Coop e Unicoop Firenze a favore dell’obbligatorietà dell’educazione affettiva nella scuola.

Secondo l’indagine “La scuola degli affetti* promossa da Coop in collaborazione con Nomisma, recentemente svolta (febbraio 2025) su un campione rappresentativo della popolazione italiana (2.000 persone tra i 18 e i 64 anni) risulta che il 70% del campione consultato è a favore dell’inserimento dell’educazione affettiva nelle scuole.

Sono ben 9 italiani su 10 a ritenere che proprio l’insegnamento scolastico possa contribuire a prevenire fenomeni di odio, emarginazione e violenza di genere. Questo è possibile anche a partire dalla tenera età, dato che un genitore su due immagina che il percorso dell’educazione alle relazioni possa iniziare già durante la scuola elementare e debba essere affidato a figure professionali, insegnanti e psicologi, le cui capacità e conoscenze sono riconosciute.

L’educazione affettiva nelle scuole vede l’Italia come uno dei pochissimi paesi Ue che non ha questa materia all’interno dei propri programmi scolastici. Dall’indagine di Nomisma, secondo la Presidente del Consiglio di Sorveglianza, Daniela Mori, “emergono elementi a cui prestare molta attenzione. Un’organizzazione come la nostra credo debba stare dentro a questi temi, che ci appartengono perché siamo un’organizzazione popolare, non solo un supermercato”.

Le cinque parole utilizzate nell’ambito della campagna, sono state oggetto di interpretazione e attualizzazione da parte dell’Accademia della Crusca, uno dei principali punti di riferimento per gli studi sulla lingua italiana. Grazie al lavoro svolto da Paolo D’Achille e Rita Librandi, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell’Accademia, e da Federigo Bambi, Accademico della Crusca, sono state ricostruite origine e storia di queste parole e soprattutto l’uso attuale nel linguaggio comune, tenendo conto anche delle deviazioni rispetto al significato di partenza, a partire dalla parola “Amore”, parola di antichissima attestazione, che non rinvia in alcun modo a sentimenti negativi, ma che attualmente spesso si allontana dal significato originario. Oggi, corredata da aggettivi quali malato, morboso o tossico, acquista una fisionomia contraria rispetto al sentimento fonte di vita cui questa parola rinvia fin dalla sua origine.

Nel significato di “Amore” rientrano tutte le parole individuate per promuovere l’educazione alle relazioni e agli affetti. Amore è fiducia nell’altro, è capacità di ascolto, è rispetto della persona verso cui rivolgiamo il nostro sentimento ed è consenso verso le sue decisioni.

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*A guidare i lavori dell’indagine, un Comitato Scientifico formato da Linda Laura Sabbadini, ex Dirigente del Dipartimento per le Statistiche Sociali dell’ISTAT e oggi editorialista, Elisabetta Camussi, Docente di Psicologia Sociale presso l’Università Milano Bicocca e Presidente della Fondazione Ossicini, ed Enrico Galiano scrittore, insegnante e comunicatore sociale noto per il suo impegno nella diffusione di una didattica alternativa.

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