Il nostro collega va in pensione
Grandi sorrisi ed emozioni nello sguardo e nelle parole di Stefano Giuntini che, da poco in pensione, rivive i suoi anni in Cooperativa.
Stefano, come sei arrivato in Unicoop Firenze?
Ho iniziato a svolgere il mestiere di macellaio negli anni precedenti in una bottega, e finalmente nel marzo 1983 sono entrato in Cooperativa. Ho fatto tutto il possibile per lavorarci: per me era un punto di arrivo!
È stata una bella esperienza per 40 anni “abbondanti”; tutti i giorni sono sempre stati uguali e mai è venuta meno la volontà e l’entusiasmo.
Sono sempre stato in Macelleria in grandi negozi come Poggibonsi, Ponte a Greve, Castelfiorentino e gli ultimi 5 anni a Siena Grondaie.
Essere Caporeparto in Cooperativa cosa ha significato per te?
È stato un punto di partenza.
Nel momento in cui sono entrato era un percorso lavorativo consueto, entravi da addetto e poi magari facevi il Vice e da lì capivi che il mestiere ti piaceva.
Io mi portavo dietro un bagaglio personale di esperienza perché questo è un mestiere in cui non si finisce mai di imparare;
il confronto è fondamentale, si acquisiscono esperienze da tutti, le valuti e se le ritieni corrette, le metti in pratica.
Nel mio piccolo pensavo di poter dare un contributo alla riuscita di questa Cooperativa.
Conservi tanti ricordi del lavoro in Macelleria?
Ho visto tutte realtà diverse e tante persone diverse, con cui ho avuto la fortuna, fin dall’inizio, di condividere il lavoro.
La Cooperativa ha fatto degli enormi passi in avanti con il Centro Freschi, arrivando a sistemi di lavorazione della carne all’avanguardia.
Ricordo bene il mio primo giorno di lavoro ma soprattutto l’ultimo a Siena Grondaie, bello, ma sofferto!
Quando sono partito da casa, la mattina, mi ero detto, nei giorni precedenti, di essere un po’ più elastico anche nell’orario, e invece, anche quella mattina alle 6.00 ero già in negozio!
Volevo fare mezza giornata perché sapevo che sarebbe stata dura; poi ho pensato non fosse giusto perché non avrei salutato i colleghi del turno pomeridiano.
Alla fine, sono stato a lavoro dalle 6.00 alle 19.00, salutando tutti con grande emozione.
Lavorare in Cooperativa: qual è l’elemento da sottolineare?
Le persone sono un valore aggiunto.
La Cooperativa mi ha messo nella condizione di scoprire un mondo all’inizio diverso da quello che avevo conosciuto prima; un mondo dove sapevo, anche, di poter dire la mia.
Se dovessi indirizzare una persona a lavorare in Unicoop Firenze, nel mio piccolo ne manderei una che so essere valida, non inviterei uno qualunque, assolutamente!
Poi cosa devo dire?
Io sono sempre dipendente: ho ancora il badge in tasca!
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