lunedì , Gennaio 12 2026

Rossana saluta la Cooperativa

Tra casse e reparto Pescheria, quanti ricordi vengono a galla!

Sono finite le feste, ma la voglia di sorridere non manca, specialmente nello sguardo di chi, da poco in pensione, ha condiviso con noi emozioni della sua vita in Unicoop Firenze.

Sono approdata in Cooperativa nel 2003 in occasione dell’apertura dell’Ipermercato di Sesto Fiorentino.
Il percorso è iniziato dal famoso concorsone: tantissime persone presenti!
Io non pensavo proprio di riuscire a passare, invece, per fortuna, sono rientrata tra i prescelti e così è cominciata questa avventura.
Era tanto tempo che desideravo lavorare in Cooperativa e non ci ero mai riuscita.
Dopo la “vittoria” delle selezioni sono stata indirizzata al reparto Pescheria: un lavoro che non avevo mai fatto! Ho imparato il mestiere andando anche in altri negozi; ricordo con il sorriso l’esperienza all’Ipermercato di Montecatini, un negozio bellissimo con colleghi carinissimi che mi hanno introdotto al lavoro di reparto.

Un reparto complicato?
Posso riassumere così il mio pensiero: la Pescheria è un posto dove entri piangendo e vai via piangendo!
Io ci sono stata per 20 anni, bellissimi.
Nel tempo si sono succeduti tanti colleghi e Capireparto, ma il clima è sempre stato positivo. Il gruppo è relativamente piccolo e se riesci a farlo funzionare, si entra in sintonia l’uno con l’altro.
Il rapporto con il cliente mi ha dato tanta soddisfazione perché, grazie alla professionalità, la gente arriva a fidarsi di te, chiederti consigli per cui si diventa un punto di riferimento importante.
Questo è stato possibile anche essendo Sesto Fiorentino, adesso ex Ipermercato, un negozio sì grande, ma dove, comunque, il reparto ti porta ad avere un legame con Soci e clienti sempre diretto.

Unicoop Firenze cosa rappresenta per te?
Da quando sono stati aperti i negozi ci sono sempre venuta a fare la spesa, prima con mia madre, poi da sola, per la mia famiglia. La Cooperativa ha un valore che va al di là di quello di un supermercato: io non avrei potuto lavorare tutti questi anni in un qualsiasi negozio.
C’è chi potrà dire: “Tanto ora siamo come tutti!” Non è vero!
Mi riferisco in particolare alla formazione che la Cooperativa deve fare ai giovani per fare sì che i suoi valori siano recepiti, condivisi e rispettati a qualsiasi livello, andando oltre la sola logica economica e di mercato. Questo è ciò che mi è stato insegnato. Questo è cio che ci porta a dire che noi siamo diversi dagli altri.

Dei tuoi ultimi anni cosa vuoi ricordare?
Dopo aver passato la maggior parte della mia carriera in Pescheria sono “approdata” alle casse.
Sono stata molto bene perché ho trovato, anche lì, un gruppo che mi ha accolto.
Ero preoccupata di dover imparare un lavoro nuovo a 60 anni, rimettendomi in gioco. Invece non è stato così difficilegrazie all’aiuto di colleghi bravi e disponibili!
Termino dicendo che nell’arco della mia vita lavorativa in Cooperativa, a parte che con i miei colleghi di reparto, non mi ero resa conto di ricevere tutto questo affetto, ma, appena ho annunciato che sarei andata in pensione,
l’ho sentito con sincerità da parte di tutti!
A tal proposito, ho ricevuto una sorpresa: una cena veramente speciale dove sono venuti, a condividere con me ricordi e sorrisi, colleghi con i quali ho lavorato anche tanti anni fa.
Una doppia sorpresa!

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