Un nuovo direttore in Cooperativa, che ha subito affrontato con successo la ristrutturazione del negozio “storico” di Arezzo
Roberto, puoi raccontarci qualcosa di te?
Sono entrato in Cooperativa il 20 settembre del 2021, quindi da circa due anni e, dopo un primo periodo di affiancamento con due direttori di grandi strutture, ho avuto la possibilità di guidare la ristrutturazione del punto vendita, che si è tenuta ad agosto dello scorso anno.
Sono arrivato in Unicoop Firenze dopo una precedente esperienza in un’azienda della grande distribuzione, dove ho svolto il ruolo di direttore per sette anni.
Quindi hai iniziato giovanissimo…
Subito dopo l’Università ho capito che la vita dietro a un computer non era ciò che desideravo. Solo dopo ho compreso quanto avessi scelto bene: ho scoperto quanto lavorare insieme alle persone sia la cosa che mi dà più motivazione e che tira fuori il meglio di me.
Lavorare in gruppo per raggiungere gli obiettivi prefissati è ciò che mi spinge ad affermare ancora oggi, a distanza di dieci anni, di aver fatto la scelta giusta.
Perché hai scelto Unicoop Firenze?
Ho avuto l’opportunità di fare un colloquio. Questo è avvenuto nella sede di Scandicci, dove ho incontrato Marino Gori.
Con lui abbiamo iniziato a parlare un po’ di grande distribuzione. In quella chiacchierata con Marino, di quasi due ore, ho capito che la Cooperativa sarebbe stata la scelta giusta per quel momento della mia vita, e lo posso confermare dopo questi due anni.
La cosa che cercavo, e che cerco tutt’oggi, è sicuramente il rapporto con le persone. Marino, in quelle parole, mi ha spiegato bene che cosa significasse lavorare in Unicoop Firenze e quali fossero le differenze tra una Cooperativa e un’azienda della grande distribuzione.
Mi ci sono subito rivisto e ho deciso di lanciarmi in questa sfida.
Puoi raccontarci le prime sensazioni che hai provato?
Sono entrato in un percorso formativo che è partito dal Superstore di Arezzo, dove ho affiancato il direttore per circa un mese, per passare poi a quello di Montevarchi, in cui sono rimasto per cinque mesi.
È seguita l’esperienza, di due settimane, nel Minimercato di Rufina e dopo, sempre per lo stesso arco di tempo, nel supermercato di San Giovanni Valdarno.
Dopodiché Fabio Poli, il mio Direttore di Area, mi ha annunciato che avrei guidato la ristrutturazione del negozio di Arezzo Via Veneto. Così è andata e nel febbraio dello scorso anno sono arrivato qua, affiancando il precedente direttore, per poi traghettare il negozio fino alla nuova apertura.
Il punto vendita è stato rifatto completamente da cima a fondo per poi riaprire al pubblico, il 5 settembre.
Il tuo percorso in Unicoop Firenze è iniziato occupandoti di una ristrutturazione. Hai trovato differenza nel lavorare in Cooperativa rispetto a un’impresa privata?
Avevo già seguito, nella vecchia azienda, ristrutturazioni di punti vendita. È proprio in questa specifica situazione che ho notato la prima grande differenza.
Posso affermare che ho vissuto bene questo momento.
Mi sono sentito professionalmente supportato e soprattutto coinvolto in ogni aspetto.
Ho notato subito di avere alle spalle una forte organizzazione. Io ero da poco in Cooperativa e la ristrutturazione ha accelerato il processo di conoscenza di coloro che formano la struttura logistica. Il negozio è stato chiuso per un mese, quindi non abbiamo dovuto portare avanti la vendita durante i lavori di ristrutturazione cosa che invece mi ero trovato ad affrontare nella mia vecchia esperienza, con problemi di tenuta per garantire il servizio alla clientela.
Il valore delle persone che lavorano con te?
Nel periodo in cui il negozio era chiuso, abbiamo potuto concentrare le ore di lavoro dei nostri collaboratori per la formazione.
È stato un momento cruciale. Il lavoro ha avuto un percorso parallelo tra aula ed esperienze negli altri punti vendita di Prato Fabbricone, Superstore di Arezzo, San Giovanni Valdarno e Figline Valdarno.
Vorrei sottolineare l’importanza di questi momenti con i colleghi degli altri negozi, che sono stati fenomenali nell’accoglierci, nonché di grande supporto durante i lavori di allestimento e apertura negozio, creando importanti sinergie.
La valorizzazione delle persone passa anche dalla formazione. Che importanza ha avuto?
Insieme ai colleghi degli uffici, siamo partiti facendo dei team building del gruppo dirigente, che è molto giovane, quasi tutti alle prime esperienze da capo reparto.
Questo momento ci ha permesso di conoscerci creando quel “collante” fondamentale che ci permette oggi, di essere determinati nel lavorare per lo stesso obiettivo.
I colleghi della formazione ci hanno supportato, strutturando un piano settimanale per formare tutti i cinquanta collaboratori del punto vendita. Vorrei sottolineare il valore dei momenti dell’ascolto in cui sono stati coinvolti tutti i dipendenti.
Sono emerse tante interessanti nuove motivazioni da tutti i colleghi, dando vita a un gruppo che si confronta, stimolandosi a vicenda e che va avanti con in mente lo stesso fine.
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