I nostri colleghi prontissimi all’intervento
Nel negozio Tradizionale di Montevarchi, per tutti noi “Montevarchino”, si è svolto un evento che, grazie alla prontezza dei nostri colleghi, non ha avuto un brutto epilogo.
Nel fare quotidianamente la spesa un Socio ha avuto un arresto cardiaco.
Come segno di gratitudine, ha sentito l’esigenza di comunicare alla Cooperativa il suo ringraziamento con una lettera.
Queste storie ci trasmettono atteggiamenti e comportamenti virtuosi che vanno oltre l’attività puramente lavorativa; per questo siamo andati a trovare i colleghi per farci raccontare le loro impressioni e emozioni sull’episodio.
Abbiamo condiviso questo momento con Ciro, Francesca, Delia, Federica e Giacomo, tutti citati nella lettera.
Nel testo della lettera viene espresso in modo specifico il termine “famiglia”, ci potete raccontare cosa secondo voi ha voluto esprimere il Socio utilizzando questa parola?
Ciro: lo conosciamo da anni e nel tempo si è instaurato un rapporto di confidenza tanto da chiamarci per nome. Ci vediamo praticamente tutti i giorni scambiando parole e, per fortuna, nella maggior parte delle volte, battute e risate.
Francesca, ti è riservata un’attenzione particolare nel testo, ci descrivi quanto accaduto?
Il primo allarme è partito da Giacomo che è stato, a sua volta, chiamato da una cliente che ha visto “Marco” cadere per terra, dopo aver perso i sensi.
Abbiamo fatto partire la procedura, per la quale siamo stati addestrati.
Grazie alla confidenza che abbiamo con il cliente ho potuto dare tutte le indicazioni richieste sul momento dall’operatore, come il nome, l’età e la patologia.
Da questo emerge la grande importanza dell’accoglienza che viene riservata ai Soci e Clienti all’interno dei negozi di vicinato; Giacomo puoi condividere le tue sensazioni?
Io stavo facendo quello che faccio tutte le mattine. Erano circa le otto e preparavo la linea in gastronomia, quando ho visto una donna, in lontananza, farmi dei gesti utilizzando un italiano zoppicante. Così mi avvicino e scorgo quest’uomo con il volto rivolto a terra. Ho dato immediatamente l’allarme perché subito è sembrata una situazione molto grave.
Viene citata anche Delia, sottolineando la vicinanza e soprattutto anticipando apertamente un evento che ti vedrà protagonista
Siamo vicini per età: io tra poco vado in pensione, prima della fine di questo del mese. Ho sempre lavorato in questo negozio e conosco “Marco” da una vita, sia per la sua frequenza qua in punto vendita che come compaesano, perché viviamo entrambi a Montevarchi.
Mi piace sottolineare l’importanza che l’incidente sia successo qua in un negozio della Cooperativa. Noi siamo diversi e in questo spiacevole avvenimento si sono visti e rafforzati i valori reali di cui la Cooperativa si è sempre fatta promotrice, come il soccorso.
“Marco” si è sentito fortunato che questa vicenda sia successa all’interno del nostro negozio visto che lui vive da solo; noi tutti siamo contenti perché altrimenti la situazione poteva giungere al peggio!
Francesca: dopo aver ripreso i sensi ha chiamato dall’ospedale per comunicare che stava bene. Io stentavo a crederci perché non sapevo neppure se l’avrei rivisto. Non è un mio parente, ma avere accanto una persona che conosci, distesa a terra, senza conoscenza è un’esperienza forte,
toccante. Io mi sono seduta accanto a lui a tenergli la mano.
Ciro: il fatto che lui abbia deciso di scrivere la lettera alla Direzione è lo specchio del suo legame con il nostro negozio e con coloro che ci lavorano ogni giorno trasmettendo una vicinanza e accoglienza che ci contraddistingue da altre realtà.
Federica: ci conosciamo da quando eravamo bambini. Quando viene qua si confida con noi tanto da manifestare, in questa spiacevole occasione, così tanto affetto.
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