lunedì , Gennaio 12 2026

La campagna “Close the Gap. Riduciamo le differenze” e l’impegno a favore della parità di genere

​​Azioni e impegni per promuovere la parità di genere e combattere le disparità. Coinvolte le Cooperative di consumatori, i Soci, i dipendenti e i fornitori dei prodotti a marchio Coop​

 

Il contesto sociale di riferimento

Secondo l’Istituto europeo sull’eguaglianza di genere (Eige), ci vorranno sessant’anni per raggiungere la piena parità fra uomo e donna.

A livello europeo ci sono stati progressi negli ultimi dieci anni, in particolare per quanto riguarda la presenza delle donne in ruoli politici, ma c’è ancora tanto da fare, soprattutto in Italia.
Il nostro Paese, sui temi dell’equità di genere, figura al 76esimo posto tra i 153 censiti e al 17esimo sui 20 dell’Europa Occidentale (peggio di noi solo Grecia, Malta e Cipro) secondo alcuni dati del Global Gender Gap Index.

Se nel nostro Paese una donna mediamente vive 4,4 anni più di un uomo, solo il 33,3% occupa ruoli decisionali, mentre ha il 61% di probabilità in più di svolgere il lavoro di cura e domestico. In Italia l’occupazione femminile non supera il 50%.

A causa della pandemia, nel solo mese di dicembre si sono persi 101.000 posti di lavoro e 99.000 erano posti occupati da donne. Colpite anche coloro che avevano deciso di mettersi in proprio: nel corso del 2020 sono sparite in Italia 4000 imprese in rosa. I settori che hanno sofferto di più sono quelli dei servizi, in primis turismo, ristorazione, commercio e lavori di accudimento e pulizia, dove sono tradizionalmente impiegate le donne.

Questo porta ad un problema di efficienza anche per il nostro Paese, visto che le donne rappresentano il 51% della popolazione ed hanno un tasso di istruzione maggiore rispetto agli uomini.
A prescindere dalla crisi da Covid, se anche lavorano, le donne guadagnano dal 17% al 21% in meno degli uomini. I principali motivi di questa differenza sono: le donne lavorano meno ore e giornate degli uomini dovendo prendersi cura delle esigenze familiari, disparità di carriera, molte occupazioni tipicamente femminili sono pagate poco.

La disparità è soprattutto nel reddito a fine anno, in cui le donne sono penalizzate perché usufruiscono di congedi, maternità facoltativa, aspettativa non retribuita che, di fatto, riducono anche la possibilità di cumulare benefit, straordinari e quote di salario variabile.

Il problema è che le donne svolgono ogni giorno 5 ore di lavoro non retribuito, che è quello della cura della casa e della persona. Gli uomini solo 2 al giorno. È evidente che il carico di lavoro domestico non è equamente distribuito: perciò una donna su 3 lascia il lavoro dopo il primo figlio, perché sa che non potrà occuparsi della casa, dei figli e degli anziani. Lo smart working ha peggiorato la situazione perché ora le donne si trovano con un carico di lavoro domestico superiore, per di più nello stesso luogo. E non riescono più a conciliare le varie attività quotidiane: a essere sacrificato quindi è il tempo per se stesse.

È chiaro che per risolvere un problema sistemico occorre affrontare una sfida culturale.

 

La Tampon Tax

Dal 2007 le normative europee consentono agli stati membri di ridurre la cosiddetta Tampon Tax, cioè l’Iva applicata ai prodotti per l’igiene femminile.

Nonostante questo, quasi la metà dei 28 stati membri dell’Ue, compresa l’Italia, continua ad applicare agli assorbenti la stessa Iva prevista per i beni di lusso, come i gioielli o il vino. 

Ma ci sono anche paesi che negli ultimi anni hanno deciso di abbassare l’Iva: Spagna, Grecia e Austria rientrano tra questi, con un’aliquota del 10 per cento o superiore. Fanno parte di questo elenco anche la Francia con il 5,5%, il Regno Unito con il 5% e l’Irlanda con lo 0%.

La Scozia, nel frattempo, ha deciso di distribuire gratuitamente assorbenti e tamponi a tutte le studentesse che frequentano scuole, college e università.

 

La nostra campagna “Close the Gap. Riduciamo le differenze”

In previsione dell’8 marzo si è voluto partire da atti simbolici per evidenziare una delle tante discriminazioni di genere contro le quali occorrono azioni concrete.

Per prima cosa infatti rilanceremo la petizione “Stop Tampon Tax! Il ciclo non è un lusso” sulla piattaforma Change.org promossa dall’associazione “Onde Rosa” per tagliare l’Iva sugli assorbenti.

Contemporaneamente dal 6 al 13 marzo gli assorbenti nei nostri negozi saranno venduti ad un prezzo corrispondente all’applicazione dell’Iva dal 22 al 4% , ovvero il traguardo a cui tende la petizione.

Mentre gli assorbenti della linea “Vivi Verde Coop”, già con aliquota ridotta perché compostabili, saranno “vestiti” in confezioni ad hoc che invitano a firmare la petizione.

Quella dell’abbassamento dell’Iva sugli assorbenti non è solo una questione economica, perché la scelta di tassare come bene di lusso un assorbente è prima di tutto un messaggio sbagliato, una discriminazione concreta contro la quale anche la nostra Cooperativa vuole dare un segnale.

Ognuno di noi può fare la propria parte su un tema di grande rilevanza sociale: insieme possiamo ridurre le differenze!

 

Un punto di partenza per Coop

In Italia Coop è tra i maggiori datori di lavoro femminile: su 55.000 dipendenti delle cooperative aderenti, il 70% è composto da lavoratrici. Le donne occupano il 32% delle funzioni di quadro e dirigenziali, nei Cda e nei consigli di sorveglianza delle cooperative il 44% è rappresentato da donne.

Ma l’impegno di Coop si estenderà anche all’esterno.

Insieme a sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale ed eticità del lavoro, Coop infatti monitorerà i fornitori anche sui temi dell’equità della remunerazione e delle condizioni di lavoro delle donne.

Il lavoro da fare è ancora tanto, ma siamo sulla buona strada e, nell’ambito della grande distribuzione, anche l’ultimo Rapporto Oxfam dello scorso aprile riconosce a Coop i punteggi più alti per efficacia nel controllo del rispetto dei principi delle Nazioni Unite in materia di diritti umani dei lavoratori.

Ma il nostro impegno continuerà anche nei prossimi mesi come ha anticipato Maura Latini, Amministratore Delegato di Coop Italia:

“Stiamo lavorando a “un’agenda rosa” a rendicontazione annuale, con impegni che vanno dalla formazione del personale a campagne come quella sulla tampon tax. Rispetto ai fornitori di prodotti a marchio, intendiamo varare un premio annuale destinato a quelle imprese che promuovono la leadership femminile e che possono fare da apripista e da modello per le loro buone prassi sulla parità di genere”.

Guarda anche...

Benvenuti in Unicoop Firenze, conclusa l’acquisizione dei sedici punti vendita della costa

Entra nel vivo la gestione dei sedici nuovi punti vendita che Unicoop Firenze ha acquisito …

Verificato da MonsterInsights